Che cos’è la lectio divina































Anzitutto precisiamo ciò che non è.

Non è una conferenza biblica, neanche una lezione di esegesi, né una discussione su un argomento biblico.

Un’idea approssimativa ce la dà lo stesso significato dei termini.

Il sostantivo lectio deriva dal verbo lego, che presenta, oltre alla valenza di “leggere”, anche quella di “cogliere”, “raccogliere”.

In riferimento alla lectio queste valenze ricordano che, oltre a essere un’intelligente e accurata “lettura” di. un testo biblico, essa mira a “cogliere” il pensiero racchiuso nel testo e a “raccogliere” il messaggio che da questo viene espresso.

La lectio è qualificata come divina perché ha per oggetto la parola e le cose di Dio, ma soprattutto perché in essa hanno luogo la ricerca e l’incontro con la Parola che è «il Verbo divino di verità e di sapienza» (san Giustino, secolo II).

La Parola-Verbo-Logos dona l’illuminazione che ci porta dentro il mistero del Padre, e suscita desiderio, attesa e collaborazione al compiersi del disegno di Dio nel cuore del credente.

Anche lo Spirito Santo è all’opera nella lectio divina in quanto la sua «unzione rivelatrice rende luminosa la parola di Dio, dilata il nostro spirito e lo mette in grado di comprendere le Scritture»
(Enrico di Marcy, secolo XIII).

La lectio è ricerca del senso del testo biblico, ma soprattutto ricerca di Colui che è la verità; è studio, ma l’oggetto di esso è Dio.
La lectio della Parola divina è, quindi, ricerca della verità di una Persona, anzi del contatto con essa.

È ricerca pacifica e pacificante di Dio e compagna dell’anima nel suo itinerario verso Dio.