"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


La famiglia reciproca comunione d'amore

1. Domenica scorsa, la Liturgia ha posto dinanzi al nostro sguardo la Santa Famiglia di Nazaret, modello di ogni famiglia che si lascia guidare dalla sorprendente azione di Dio.

Nel mondo occidentale il Natale è considerato come la festa della famiglia. Il ritrovarsi insieme e lo scambio dei doni sottolineano il forte desiderio di reciproca comunione e pongono in luce i valori più alti dell'istituzione familiare. Essa si riscopre come comunione d'amore tra persone, fondata sulla verità, sulla carità, sull'indissolubile fedeltà dei coniugi, sull'accoglienza della vita. Nella luce del Natale, la famiglia avverte la propria vocazione ad essere una comunità di progetti, di solidarietà, di perdono, di fede, dove ogni individuo non perde la propria identità, ma, apportando i propri doni specifici, contribuisce alla crescita di tutti. Così è avvenuto nella Santa Famiglia, che la fede presenta come inizio e modello delle famiglie illuminate da Cristo.

2. Preghiamo perché il Grande Giubileo, appena incominciato, sia realmente un'occasione di grazia e di redenzione per tutte le famiglie del mondo. La luce dell'Incarnazione del Verbo le aiuti a meglio comprendere ed attuare la loro vocazione originaria, il progetto che il Dio della vita ha su di loro, perché diventino immagine viva del suo amore.

Il Giubileo offrirà così l'opportunità di un tempo di conversione e di reciproco perdono all'interno di ogni famiglia. Sarà un periodo propizio per rinsaldare i rapporti di affetto in ogni famiglia e per ricomporre i nuclei familiari divisi. Che ogni famiglia cristiana prenda sempre più consapevolezza della sua alta missione nella Chiesa e nel mondo! C'è oggi bisogno d'una cura singolare verso ogni famiglia, specialmente verso le più povere e meno serene; c'è bisogno d'incoraggiare ad accogliere la vita nascente, perché ogni bambino che viene al mondo è dono e speranza per tutti.

3. In questo nostro tempo, in cui "come e forse più di altre istituzioni, la famiglia è investita dalle ampie, profonde e rapide trasformazioni della società e della cultura", è importante che da parte dei credenti venga con vigore riaffermato che "il matrimonio e la famiglia costituiscono uno dei beni più preziosi dell'umanità". Per questo la Chiesa non si stanca di offrire "il suo servizio ad ogni uomo pensoso dei destini del matrimonio e della famiglia" (Familiaris consortio, 1).

Il Grande Giubileo del Duemila sia per tutte le famiglie un'occasione per aprire con coraggio le porte a Cristo, unico Redentore dell'uomo. E' Cristo, infatti, la novità che supera ogni attesa dell'uomo, il criterio ultimo per giudicare la realtà temporale e ogni progetto che mira a rendere l'esistenza dell'uomo sempre più umana (cfr Incarnationis mysterium, 1)

Con tale consapevolezza, entriamo idealmente nella Casa di Nazaret, domandiamo alla Santa Famiglia di proteggere e benedire le famiglie del mondo, perché siano "scuola di umanità più completa e più ricca" (Gaudium et spes, 52).


GIOVANNI PAOLO II UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 29 dicembre 1999

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