"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


La donna educatrice di pace

1. [5] Per educare alla pace, la donna deve innanzitutto coltivarla in se stessa. La pace interiore viene dal sapersi amati da Dio e dalla volontà di corrispondere al suo amore. La storia è ricca di mirabili esempi di donne che, sostenute da questa coscienza, hanno saputo affrontare con successo difficili situazioni di sfruttamento, di discriminazione, di violenza e di guerra.

Molte donne, specie a causa dei condizionamenti sociali e culturali, non giungono però ad una piena consapevolezza della loro dignità. Altre sono vittime di una mentalità materialistica ed edonistica che le considera un puro strumento di piacere e non esita ad organizzarne lo sfruttamento con ignobile commercio, persino in giovanissima età. Ad esse va rivolta un'attenzione speciale soprattutto da parte di quelle donne che, per educazione e sensibilità, sono in grado di aiutarle a scoprire la propria ricchezza interiore. Le donne aiutino le donne, traendo sostegno dal prezioso ed efficace contributo che associazioni, movimenti e gruppi, molti dei quali di ispirazione religiosa, hanno mostrato di saper offrire a questo fine.

2. [6]. Nell'educazione dei figli ha un ruolo di primissimo piano la madre. Per il rapporto speciale che la lega al bambino soprattutto nei primi anni di vita, essa gli offre quel senso di sicurezza e di fiducia senza il quale gli sarebbe difficile sviluppare correttamente la propria identità personale e, successivamente, stabilire relazioni positive e feconde con gli altri. Questa originaria relazione tra madre e figlio ha inoltre una valenza educativa tutta particolare sul piano religioso, perché permette di orientare a Dio la mente e il cuore del bambino molto prima che inizi una formale educazione religiosa.

In questo compito, decisivo e delicato, nessuna madre deve essere lasciata sola. I figli hanno bisogno della presenza e della cura di entrambi i genitori, i quali realizzano il loro compito educativo innanzitutto mediante l'influsso derivante dal loro comportamento. La qualità del rapporto che si stabilisce tra gli sposi incide profondamente sulla psicologia del figlio e condiziona non poco le relazioni che egli stabilisce con l'ambiente circostante, come anche quelle che intreccerà lungo l'arco della sua esistenza.

Questa prima educazione è di capitale importanza. Se i rapporti con i genitori e con gli altri familiari sono contrassegnati da una relazionalità affettuosa e positiva, i bambini imparano dalla viva esperienza i valori che promuovono la pace: l'amore per la verità e la giustizia, il senso di una libertà responsabile, la stima e il rispetto dell'altro. Al tempo stesso, crescendo in un ambiente accogliente e caldo, essi hanno la possibilità di percepire, riflesso nelle loro relazioni familiari, l'amore stesso di Dio e questo li fa maturare in un clima spirituale capace di orientarli all'apertura verso gli altri e al dono di sé al prossimo. L'educazione alla pace, naturalmente, continua in ogni periodo dello sviluppo ed è particolarmente da coltivare nella difficile fase dell'adolescenza, nella quale il passaggio dall'infanzia all'età adulta non è senza rischi per gli adolescenti, chiamati a scelte decisive per la vita.


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
GIOVANNI PAOLO II
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
XXVIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1° GENNAIO 1995

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