Ascolta e Medita Settembre 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Settembre 2018 Questo mese è stato curato da: Chiara Sani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Sabato 22 settembre 2018
1Cor 15, 35-37.42-49; Sal 55
Vangelo secondo Luca (8, 4-15)

Preghiera Iniziale

Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto:
ti renderò azioni di grazie,
perché hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei piedi dalla caduta,
per camminare davanti a Dio
nella luce dei viventi.
(Salmo 55)


Ascolta Vangelo

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un'altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un'altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza».


Medita

Come sempre accade con la Parola di Dio noi vorremmo identificarci con i “buoni”, in questo caso con il “terreno buono” che accoglie il seme della Parola e fruttifica, in quantità diverse certo, ma comunque produce frutto e si salva. Se però scrutiamo con più attenzione nei nostri cuori, dobbiamo ammettere che spesso lasciamo che il seme della Parola venga portato via, oppure lo lasciamo morire per mancanza di nutrimento, oppure lo lasciamo soffocare dalle preoccupazioni e dalle angosce della vita di tutti i giorni. Sempre più ravviso queste tipologie di errore in me stessa e, purtroppo, in altri che si dicono credenti. Il seme portato via dagli uccelli (dal diavolo, fuor di parabola) si ha quando i piaceri, le ambizioni della vita, le seduzioni ci strappano via dal cuore la Parola che spesso è scomoda ed esigente; il seme che non mette radici è quello che si ascolta con goia, magari in una celebrazione che ci commuove e coinvolge, ma poi rimane lì, non viene più alimentato e muore (cessa di avere risonanza e importanza nella vita); infine i rovi (preoccupazioni varie, dalle malattie alle ansie della vita, fino alle infinite contrarietà quotidiane che ingigantiamo sempre presi dalla fretta e da manie di efficientismo) non fanno maturare i semi, che rimangono acerbi e sterili. Che fare? Ricordare, come sapevano i contadini del nostro passato, che la terra va nutrita, zappata, irrigata, custodita, amata, in modo che accolga il seme con ventre fecondo. Non lasciamo incolti i nostri cuori, aridi, calpestati, soffocati: prepariamo buoni cuori, in ascolto e docili alla Parola.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Rileggiamo la parabola e facciamola scendere in profondità nel nostro cuore e chiediamoci quali ostacoli io, oggi, in questo momento, frappongo al seme della Parola.


È la Parola di Dio che suscita la fede, la nutre, la rigenera.
È la Parola di Dio che tocca i cuori,
li converte a Dio e alla sua logica,
che è così diversa dalla nostra.
È la Parola di Dio che rinnova continuamente le nostre comunità.
Penso che tutti possiamo migliorare un po' su questo aspetto:
diventare tutti più ascoltatori della Parola di Dio,
per essere meno ricchi di nostre parole e più ricchi delle sue Parole.
(Papa Francesco)


Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Settembre

Avanti, senza paura

Sei stato messo in questa vita, non per essere ozioso o cadere prostrato né per farti patire mali, ma perché attraverso la sofferenza tu possa diventare più fulgido. Non cerchiamo dunque il quieto vivere né una vita piena di piaceri, perché la passione contraddistingue non l’uomo nobile ma il verme, non chi ha la ragione ma chi ne è privo.

Non vedi come i più valorosi tra i soldati, quando la tromba suona la carica, volgono lo sguardo ai trofei, alle vittorie, alle corone, ai loro antenati più celebri? Tu dunque, quando suona la tromba spirituale, rizzati più indomito di un leone.

Hai un valente condottiero, Cristo, che tutto può e che con un solo cenno fa cessare ogni pericolo. A lui appartengono tutte le cose, il cielo, la terra, il mare, le fiere, il fuoco, e per lui è facilissimo maneggiarle e ammansirle. Perché mai allora dovresti aver paura?
Tu hai davanti a te il cielo e i beni celesti.

Giovanni Crisostomo, Commento ai Salmi 124,1

La Preghiera del Cuore

“Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)
La preghiera del cuore o preghiera di Gesù
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)


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