Ascolta e Medita Settembre 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Settembre 2018 Questo mese è stato curato da: Chiara Sani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Domenica 16 settembre 2018
Is 50, 5-9a; Sal 114; Gc 2, 14-18
Vangelo secondo Marco (8, 27-35)
Salterio: quarta settimana

Preghiera Iniziale

Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l'orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.
Mi stringevano funi di morte,
ero preso nel laccio degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
Allora ho invocato il nome del Signore:
“Ti prego, liberami, Signore”.
(Salmo 114)


Ascolta Vangelo

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».


Medita

L'episodio di Cesarea di Filippo segna il giro di boa della narrazione di Marco. Ora non sono più gli spiriti immondi a parlare, non si ode più il chiacchiericcio malevolo di scribi e farisei, ma la domanda risuona ineludibile: “Voi chi dite che io sia?”. Cioè, anche, “Chi sono io per voi?”. Pietro risponde bene, lo immaginiamo con il volto solcato dalle rughe scavate dal sole e dal vento, roccioso, sicuro, ma… un conto è dire “Tu sei il Cristo”, cioè il Messia, l'unto del Signore, e un conto è accettare ciò che questo Messia atipico impone. Gesù ha sulla terra un destino di persecuzione, di sofferenza, di morte: non c'è spazio per trionfalismi, vittorie, applausi. Certo, Gesù accenna anche alla risurrezione, ma che cosa può capire di ciò un povero pescatore? Lo colpisce di più sentir parlare di sofferenza e di morte, si spaventa, prende in disparte Gesù per chiedergli di non parlare così, di non spaventare il suo piccolo gregge. La risposta di Gesù è un invito alla sequela, all'obbedienza: chi segue lui non può ragionare come gli uomini, deve accettare di vedere i suoi piani sconvolti da Dio, deve accettare di non trionfare, di perdere agli occhi del mondo. Deve, come conclude Gesù, prendere la sua croce e seguire il Maestro, fidarsi di Lui anche quando sembra che non ci sia speranza. Il suo “perdere” sarà allora un “acquistare”, e per l'eternità.

Per Riflettere e Preghiera Finale

uanto siamo simili a Pietro, quanto ci spaventa la croce, quanto vorremmo che Dio “desse retta a noi” e non noi a Lui! Quanto ci lasciamo tentare dal desiderio di un trionfo terreno per le nostre convinzioni e le nostre speranze?

Gesù, tu hai detto:
“Imparate da me
che sono mite e umile di cuore
e troverete riposo alle anime vostre”.
Sì, Signore mio e Dio mio,
l'anima mia riposa nel vederti
rivestito della forma
e della natura di schiavo,
abbassarti fino
a lavare i piedi dei tuoi apostoli.
(Santa Teresa di Lisieux)


Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Settembre

Il grande albero della virtù

Benché infatti sia strettamente legata alla fede e la fede ad essa, nondimeno la speranza rimane una realtà distinta e peculiare, in forza di una natura sua propria, così come le altre virtù si rapportano strettamente le une alle altre ma restano distinte.

Si comincia con la fede piantata nell’uomo come la radice, poi la speranza si sviluppa in altezza come il tronco, salendo fino alla cima e portando su con sé la fede, come per dei canali, in modo che la linfa dalla radice arriva fino alle fronde. Così attraverso la speranza, la fede si diffonde in tutti i rami e in tutti i germogli, come in un folto albero, aspettando che dall’alto cominci a spirare su di esso il soffio della fioritura che gli faccia produrre i suoi frutti, cioè l’amore e tutto il resto.

La speranza è dunque il grande albero della virtù, turgido della linfa della fede e carico nei suoi rami di frutti spirituali.

Martirio (Sahdona), Il libro della perfezione 2,3

La Preghiera del Cuore

“Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)
La preghiera del cuore o preghiera di Gesù
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)


Home Page