Ascolta e Medita Settembre 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Settembre 2018 Questo mese è stato curato da: Chiara Sani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Venerdì 14 settembre 2018
Nm 21, 4b-9 opp. Fil 2, 6-11; Sal 77
Vangelo secondo Giovanni (3, 13-17)

Preghiera Iniziale

La croce di Cristo è nostra gloria
salvezza e risurrezione.
Dio ci sia propizio e ci benedica
e per noi illumini il suo volto.
(canto liturgico)


Ascolta Vangelo

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».


Medita

Gesù innalzato sulla croce attira tutti a sé e tutti salva. Oggi contempliamo questo mistero. Ci vengono in mente le stazioni della Via Crucis, quelle tre in rapida successione che ci mostrano Gesù spogliato, inchiodato alla croce, infine Gesù che muore in croce. L'umiliazione e spoliazione di Gesù ci colpisce perché Lui, Dio, si annulla per noi che siamo schiavi del peccato, della paura, dell'orgoglio. Lo vediamo inchiodato, lui che ha percorso le strade del mondo per predicare e guarire, e ora non è più libero e padrone del suo corpo. Eppure sappiamo che ciò è per poco: il Padre trarrà il bene, tutto il bene anche da questo accanirsi sul suo Figlio. Lo vediamo morire in croce, lo vediamo sperimentare il punto più basso, il punto più lontano da Dio che è pienezza di vita, ma sappiamo che non sarà questa l'ultima parola. Ora Gesù ha raggiunto l'uomo nei suoi abissi di morte e di vergogna e dopo averlo afferrato lo porterà con sé, verso l'alto, verso il cielo.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Quando pensiamo alla croce e quando usiamo il termine “croce” nella vita quotidiana vediamo sofferenza, pena, morte. Guardiamo oggi la croce di Cristo: è luce, via verso il cielo, segno forte della vicinanza del nostro Dio.


Hai avuto uno spazio sulla terra mediante il Tuo Corpo.
Lo spazio esteriore del Corpo,
lo hai mutato in uno spazio interiore dicendo:
“Prendete e mangiatene tutti”.
Questo spazio interiore irradia ogni spazio esteriore della terra
dove sono andato in pellegrinaggio.
Questo spazio lo hai scelto da secoli.
Lo spazio in cui offri Te stesso ed in cui mi accogli.
(Giovanni Paolo II)


Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Settembre

La croce segno di redenzione

Gesù ha veramente sofferto la passione per tutti gli uomini. La croce infatti non fu una mera parvenza, altrimenti lo sarebbe stata anche la redenzione; né immaginaria fu la sua morte, altrimenti sarebbe stata una favola anche la salvezza.

Dunque, la passione è vera. Cristo infatti fu veramente crocifisso e non ce ne vergogniamo; fu crocifisso e non lo neghiamo, anzi parlandone me ne glorio.

Confesso la croce, perché sono certo della risurrezione. Se infatti fosse rimasto crocifisso, molto probabilmente non l’avrei confessato e mi sarei subito nascosto assieme al mio Maestro. Ma poiché alla croce seguì la risurrezione, non mi vergogno di discorrerne.

Cirillo di Gerusalemme, Catechesi prebattesimali 13,4

La Preghiera del Cuore

“Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)
La preghiera del cuore o preghiera di Gesù
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)


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