Ascolta e Medita Settembre 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Settembre 2018 Questo mese è stato curato da: Chiara Sani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Lunedì 3 settembre 2018
1Cor 2, 1-5; Sal 118
Vangelo secondo Luca (4, 16-30)

Preghiera Iniziale

Hai fatto del bene al tuo servo,
secondo la tua parola, Signore.
Insegnami il gusto del bene e la conoscenza,
perché ho fiducia nei tuoi comandi.
(Salmo 118)


Ascolta Vangelo

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.


Medita

Gesù si reca in sinagoga come ogni sabato e come ogni ebreo adulto può leggere e commentare la Torah. Si alza in mezzo agli altri e possiamo immaginare che non colpisca per particolare bellezza o splendore di aspetto, è la radice cresciuta in terra arida della Scrittura. Ma poi inizia a leggere il brano di Isaia, che consola Isarele e promette il Messia, e l'attenzione di tutti si volge a lui. Quindi riconsegna il rotolo sacro e dice una frase spiazzante: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Subito si alzano voci scandalizzate: chi è costui per parlare così? Gesù risponde in modo inequivocabile che nessun profeta è accetto in patria e che spesso, in passato, Dio si è rivolto agli estranei, agli stranieri, perché non trovava ascolto presso i suoi. Lo scandalo si trasforma in odio: vorrebbero ucciderlo, ma Gesù se ne va e si mette in cammino. Il cammino lo porterà a predicare in tutta la Palestina e, infine, a morire in croce. Siamo solo al quarto capitolo di Luca, ma già è chiaro che la strada di Gesù in mezzo agli uomini sarà piena di incomprensione e chi voglia seguirlo dovrà affrontare un cammino accidentato.
Due punti colpiscono: l'incapacità di riconoscere in Gesù qualcosa di più del “figlio di Giuseppe” e il mettersi in cammino del Signore. Ritroveremo spesso nel Vangelo questi due elementi: Maria di Magdala non riconosce Gesù dopo la resurrezione ma poi, quando si sente da lui chiamata per nome, si mette in cammino per annunciare che Gesù attende i suoi in Galilea; i discepoli di Emmaus non riconoscono subito Gesù, ma poi capiscono e tornano di corsa a Gerusalemme per annunciare di avere incontrato il Risorto. Chi riconosce Gesù Signore e Messia (e non sempre è facile) non può che metterrsi in cammino sulle sue orme.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Oggi” riconosco Gesù come Signore e Messia? Seguo i suoi passi per portare l'annuncio della salvezza al mondo?


Fa', o Signore,
che nel viaggio della vita
io mi lasci aiutare da te a migliorare
me stesso per diventare a mia volta
fonte di vita per i fratelli che incontrerò.


Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Settembre

Dobbiamo ringraziare Dio per i suoi doni

Dio si aspetta che gli rendiamo grazie per il cibo che ci dona, e, saziati dai suoi doni, gli diamo lode. Infatti la ricompensa che dobbiamo a Dio per i suoi benefici sta in questo: che una volta soddisfatti, riconosciamo di essere stati beneficati.

Diversamente, se ricevendo i doni di Dio ce ne restassimo silenziosi e dimentichi, ci dimostreremmo ingrati e meriteremmo di esserne privati in seguito; e così nei mali incalzanti impareremmo a cercare quel Dio che nei benefici non abbiamo riconosciuto; verremmo stimolati dalle avversità a supplicare, non avendo saputo ringraziare nella prosperità.

E così accade proprio adesso: quando eravamo in pace, siamo stati pigri nel ringraziare; ora nella tribolazione stiamo tremanti a deplorare i pericoli.

Massimo di Torino, Sermone 72,3

La Preghiera del Cuore

“Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)
La preghiera del cuore o preghiera di Gesù
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)


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