Ascolta e Medita Settembre 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Settembre 2018 Questo mese è stato curato da: Chiara Sani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Domenica 2 settembre 2018
Dt 4, 1-2.6-8; Sal 14; Gc 1, 17-18.21b.22-27
Vangelo secondo Marco (7, 1-8.14-15.21-23)
Salterio: seconda settimana

Preghiera Iniziale

Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
non dice calunnia con la lingua.
(Salmo 14)


Ascolta Vangelo

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».


Medita

Il farisaismo era ai tempi di Gesù un ramo importante dall'ebraismo: arroccato sulla tradizione e sull'osservanza, costituiva una difesa contro quel giudaismo ellenizzante e colluso col potere romano che si mimetizzava con gli invasori e si allontanava dall'identità profonda del popolo di Israele. I farisei erano orgogliosi della loro appartenenza (lo stesso San Paolo ricorderà come l'appartenenza al farisaismo fosse stata per lui motivo di vanto e di presunzione), si ponevano come guide e modello per gli altri. Le infinite regole che rispettavano e che sono ricordate nel brano evangelico di oggi li connotavano come più “santi” e più devoti degli altri. Gesù li colpisce con una parola che deve essere stata dolorosa come uno schiaffo: “ipocriti”. L'ipocrita è, letteralmente, chi indossa una maschera, chi recita come su un palcoscenico. Gesù scruta il cuore dell'uomo (è il “Kardiognostes”) e vede che cosa c'è dentro: impurità, disonestà, malvagità, invidia, superbia… Solleva il velo della rispettabilità ostentata dei farisei e mette a nudo l'interiorità, e l'interiorità è, purtroppo, quella di tutti gli uomini. Ogni pretesa di superiorità non regge allo sguardo limpido e onnisciente del Cristo.
La ritualità, il fumo dell'incenso, le processioni hanno per secoli rassicurato i cristiani, facendoli sentire protetti, parte di una realtà più alta e più bella di quella terrena; si pensava che essere cristiani significasse assistere ai riti, mostrarsi devoti. Eppure al centro della nostra fede sta un mistero racchiuso in poco pane e poco vino: sollevato il velo della ritualità incontriamo Gesù solo che ci interroga come interrogava i farisei del suo tempo. Le sue parole devono ancora scavare dentro di noi: non possiamo sfuggire il suo sguardo amorevole ed esigente.

Per Riflettere e Preghiera Finale

La mia fede è autentica? Mi interrogo sul mio cuore o mi appago di “fare numero” in chiesa, a messa, nelle occasioni di festa?


Signore,
concedici di partire
e trovare sorgenti,
di non lasciarci attirare
dall'acqua stagnante,
di non perdere il gusto
dell'acqua di fonte.
(dalla liturgia monastica di Bose)


Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Settembre

Le sacre Scritture

L’Apostolo, che conosceva veramente il divino insegnamento, dice: « Tu, o Timoteo, fin da bambino conoscevi le sacre Scritture, che possono darti la saggezza che ti porterà alla salvezza attraverso la fede in Cristo» (2Tm 3,14-15).

Veramente sacre, infatti, sono le Scritture capaci di rendere santi e simili a Dio.
E, subito dopo, lo stesso Apostolo definisce « ispirati da Dio» quegli scritti, i libri, che sono composti di quelle scritture e sillabe sacre e aggiunge che «essi sono utili a insegnare, a redarguire, a correggere, e a educare nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia perfetto e attaccato a ogni opera buona» (2Tm 3,16-17).

Se noi ammiriamo pieni di stupore le esortazioni degli altri santi, nulla è paragonabile allo stupore che ci prende di fronte all’amore che il Signore manifesta agli uomini. Nessun altro scopo, infatti, egli si prefigge, se non questo: salvare l’uomo.

Clemente di Alessandria, Protreptico 9,87

La Preghiera del Cuore

“Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)
La preghiera del cuore o preghiera di Gesù
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)


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