Ascolta e Medita Settembre 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Settembre 2018 Questo mese è stato curato da: Chiara Sani Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Sabato 1 settembre 2018
1Cor 1, 26-31; Sal 32
Vangelo secondo Matteo (25, 14-30)
Tempo ordinario
Salterio: prima settimana

Preghiera Iniziale

Rallegratevi, giusti, nel Signore; agli uomini retti si addice la lode.
Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate inni.
Cantate a lui un canto nuovo, suonate con arte tra acclamazioni di festa.
(Salmo 32)


Ascolta Vangelo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».


Medita

Tutte le volte che leggiamo questa parabola troviamo numerosi spunti di riflessione: il padrone consegna i talenti in base ad un suo imperscrutabile giudizio, i servi si preoccupano di far fruttare ciò che hanno ricevuto, tranne un servo definito “malvagio e pigro” che seppellisce il talento e lo restituisce intatto ma senza frutto. Ciò che colpisce di più, però, sono le scuse che quest'ultimo trova al suo comportamento: accusa il padrone di essere duro, di essere uno che raccoglie dove non ha seminato e per questo dice di aver sepolto il talento. La risposta del padrone è durissima e dobbiamo interrogarci sul perché. La colpa del servo pigro è l'indifferenza nei confronti del dono ricevuto e dell'impegno che esso comportava: potremmo forzare un po' l'interpretazione parlando di una sorta di “menefreghismo” del servo. Ricevuto il talento, lo nasconde nella terra, continua a vivere come sempre e pensa di essere a posto con la sua coscienza. Il talento nascosto non serve a niente, lo si può dimenticare e poi, un domani, restituirlo al padrone con l'aria di dire: “Prendilo, io non ci ho avuto niente a che fare”. Far fruttare i talenti significa metterli in gioco, trafficarli, darsene pensiero, soprattutto avere consapevolezza che il padrone prima o poi tornerà e ne chiederà conto. Il servo buono e fedele non si interroga sul numero dei talenti ricevuti, non si chiude in uno sterile timore, ma sa che il padrone glieli ha dati per uno scopo e si chiede come renderli fecondi, per il bene di tutti.

Per Riflettere e Preghiera Finale

La colpa del nostro tempo è vivere come se Dio non fosse e quindi come se non ci fosse un padrone a cui rendere conto. Rifletto mai su cosa potrei rispondere al Signore se mi dovesse chiedere oggi stesso che cosa ho fatto del talento o dei talenti che mi ha dato?


Fa', o Signore, che le prove
a cui il viaggio della vita sottopone
siano strumento di conoscenza, di crescita
e di creatività, per generare futuro buono
per me e per il mio prossimo.


Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Settembre

Il mistico mese di settembre

Dunque, dilettissimi, « facendo del bene a tutti, ma specialmente ai nostri fratelli di fede » (Gal 6,10), consacriamo alle opere della continenza il mese di settembre che ha in sé fin dall’inizio un senso mistico in riferimento allo Spirito settiforme, perché è reso sacro dal posto che occupa nel corso dell’anno.

Mercoledì e venerdì facciamo il solenne digiuno; sabato, poi, celebriamo la veglia presso san Pietro apostolo, dalle cui preghiere e meriti saremo suffragati, affinché come ad ogni fedele è concessa la buona volontà, così si doni anche la possibilità di compierla per la grazia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito santo nei secoli dei secoli. Amen.

Leone Magno, Sermone 92,4

La Preghiera del Cuore

“Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)
La preghiera del cuore o preghiera di Gesù
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)


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