![]() | LUNEDÌ 29 Settembre 2008 Ss. Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele Vangelo secondo Giovanni (1,47-51) | |
| Passa Parola | ||
In quel tempo, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero un israelita in cui non c'è falsità". Natanaele gli domandò: " Come mi conosci ?". Gli rispose Gesù: " Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico". Gli replicò Natanaele: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!". Gli rispose Gesù: " Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi ? Vedrai cose maggiori di queste !". Poi gli disse: "In verità, in verità vi dico: Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo". | ||
![]() | Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata | |
Un incontro che è una vocazione. Natanaele va ad incontrare Gesù. Forse gliene ha parlato Filippo, non lesinando parole piene di entusiasmo per questo maestro. Forse gli ha anche riferito la confessione solenne di Pietro in cui Gesù si è interamente riconosciuto. Ora si sente accolto in maniera insospettata: " Ecco ...un Israelita in cui non c'è falsità". Non somiglia per nulla agli israeliti avversari di Gesù, tanto ipocriti. E' un uomo semplice e retto, ben disposto ad accogliere la parola. Ha la qualità fondamentale per un discepolo e otterrà ciò che va cercando. Diverrà uno dei Dodici, il Bartolomeo dei sinottici. Intanto sottolineamo la sua sorpresa perché Gesù mostra di avere di lui una conoscenza non acquisita per via sperimentale. Basta così poco, appena che il Maestro gli dica dov'era poco prima, per essere interamente conquistato ed esplodere in una confessione addirittura incomprensibile se escludiamo un entusiasmo nato, come abbiamo ipotizzato, dal sentir parlare di lui da parte di ci lo conosce bene. Quella che lega Gesù all'uomo è una conoscenza soprannaturale. La fede semplice e forte di Natanaele diventa il motivo per farne un apostolo, uno di coloro ai quali verrà consegnato il mistero dell'identità di Gesù: colui che unisce il cielo e la terra, l'immagine che la Bibbia ci aveva già dato nella scala di Giacobbe. La liturgia ci presenta i tre arcangeli, cooperatori di Dio con interventi particolarmente qualificati nel cammino dell'uomo per incontrarlo. Michele: il suo nome significa - chi è come Dio ? -. E' colui che, secondo passi della Scrittura, insorge contro Satana e quanti lo seguono; è strumento di protezione per il popolo di Dio. Gabriele: il suo nome significa - forza di Dio - sta davanti a Dio e porta la rivelazione del suo piano prima a Zaccaria durante l'offerta dell'incenso nel sacrificio della sera per annunziargli la nascita del Battista, poi a Maria per chiederle la cooperazione della maternità Raffaele: il suo nome significa - Dio ha guarito - accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del viaggio e gli guarisce il padre divenuto cieco. La chiesa pellegrina sulla terra venera questi spiriti beati per riconoscere e impetrare protezione sul proprio cammino. | ||
![]() | Per Riflettere | |
Il prefazio canta così: "...la tua gloria...risplende negli angeli e negli arcangeli; onorando questi tuoi messaggeri, esaltiamo la tua bontà infinita; negli spiriti beati tu ci riveli quanto sei grande e amabile ad di sopra di ogni creatura..."Ricordi la dolce devozione dell'Angelo Custode ? Ricordi anche la preghiera ? | ||