![]() | LUNEDÌ 22 Settembre 2008 Vangelo secondo Luca (8,16-18) | |
| Passa Parola | ||
"Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto il letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. Non c' è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha darà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere". | ||
![]() | Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata | |
Una premessa: le piccole parabole che troviamo in Luca o nei passi paralleli di Matteo sono suscettibili di diversa interpretazione a secondo del contesto in cui vengono utilizzate. Questa, una lezione di vita cristiana per tutti i discepoli di ogni tempo oltre che per coloro che l'hanno ricevuta direttamente, ci mette davanti la piccola casupola palestinese, dotata di un'unica apertura, di solito schermata da un panno pesante per proteggere dal vento che porta la sabbia del deserto o dagli sguardi indiscreti. L'interno è molto buio. L'unica lampada che la illumina è collocata là dove si svolge l'attività domestica; chi entra viene da una luce accecante ed è in difficoltà ad orientarsi fino a che non individua la lampada e il suo sostegno. Sarebbe stolto sovrapporvi un vaso o metterla sotto il giaciglio: la renderebbe inutile. Segue un invito ai discepoli a non imitare l'ipocrisia dei farisei ma a parlare apertamente perché quanto pretendessero di nascondere finirebbe per essere conosciuto. Infine, l'invito a prestare un ascolto attento; solo chi ha ascoltato bene è in grado di trasmettere la parola con fedeltà. Il discepolo deve accendere la sua luce all'unica vera luce: il Maestro. Accesa a Gesù la sua lampada potrà illuminare chi sta ancora nelle tenebre, farne un illuminato. Chi ha realmente accolto la parola è acceso da essa ed è in grado di trasmetterla agli altri. Ascolto e ubbidienza introducono nel mistero. Anche se fragile come un vaso d'argilla, usiamo un'altra immagine evangelica, il discepolo sa bene di dover custodire e donare un tesoro. La chiesa di Luca è consapevole della propria povertà ma anche della necessità assoluta di farsi dono, di essere missionaria. Sempre essere cristiano è essere missionario, mandato ad annunciare. I ripetuti inviti alla missione che tutti i Pastori del nostro tempo vanno ripetendo meriterebbero un maggiore ascolto e dovrebbero suscitare un maggior coinvolgimento anche dei laici. A volte sembra prevalere la tentazione di limitarsi a custodire nel segreto del cuore o a dare un'interpretazione riduttiva della Parola. In particolare la famiglia dovrebbe considerarsi missionaria al suo interno e nei confronti delle altre famiglie. Dinanzi a tanti esempi negativi che gettano tenebre nel cuore e nel mondo, la famiglia cristiana che vive come tale, ha uno straordinario potere di illuminazione. | ||
![]() | Per Riflettere | |
È accesa la tua lampada? La tua vita è il lampadario che mostra la fede che ti ha preso il cuore? E' giocandola e offrendola che la fede si radica e cresce. Non siamo chiamati ad essere propagandisti, ma a partecipare la gioia di essere amati e di amare in Gesù Cristo. | ||