![]() | LUNEDÌ 15 Settembre 2008 Beata Vergine Maria Addolorata Vangelo secondo Luca (2,33-35) | |
| Passa Parola | ||
In quel tempo il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima. | ||
![]() | Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata | |
Il vecchio profeta accoglie una giovane coppia di sposi venuti a compiere il gesto rituale della presentazione del loro primogenito al Tempio, come prescrive la Legge. E' il momento della purificazione per la madre; per tutti e due quello del ringraziamento per il dono ricevuto. Secondo la tradizione quel primogenito maschio va "riscattato", bisogna riconoscere l'origine prima del dono in Dio, quindi riappropriarsene attraverso un'offerta per il sacrificio. Maria e Giuseppe possono permettersi solo quella minima : un paio di colombi. Ma lo Spirito li ha preceduti ed ha confermato a Simeone il dono atteso: prima di morire i suoi occhi ormai stanchi vedranno "il Messia del Signore". Ora si riempiono di luce e forse di lacrime di gioia. Questo bambino così piccolo e povero è l'Atteso annunziato dai profeti come il liberatore di Israele, è la speranza che ha percorso i secoli ed ha tenuta viva la fede. E Luca mette in bocca a Simeone uno stupendo inno di congedo dal presente, utilizzando brani del più grande tra i profeti scrittori, Isaia. Il servo fedele racconta la fedeltà di Dio al suo progetto e annunzia che la luce splenderà anche sui pagani ridondando a gloria di Israele. I primi abbagliati da tanto splendore sono Maria e Giuseppe che ascoltano stupiti,senza riuscire a rendersi conto di quanto ascoltano. Questo bambino li coinvolgerà in una storia dolorosa e gloriosa. In Israele sarà "segno di contraddizione", "è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele". Nella contraddizione sarà particolarmente coinvolta la madre, è frutto del suo seno. Ascolterà la gioia di altre madri, possiamo dire noi che ne conosciamo il cammino, che proclamano: "Beata te, che hai creduto...Beato il seno che ti ha partorito..."; ma dovrà anche accompagnarlo sulla Croce (Gv 19,25). Secondo la tradizione le verrà posto in grembo dopo lo strazio della morte. Sarà il culmine di quella "fatica del cuore", come amò chiamarla Paolo VI°, che la impegnerà ogni giorno. E con Gesù dovrà accompagnare, consolare, piangere tutti i crocifissi della storia. Dalla Croce, infatti, scenderà una missione: "Donna, ecco tuo figlio!" (Gv 19,36). Lo dirà anche per noi. | ||
![]() | Per Riflettere | |
Piangere è sempre difficile e doloroso; farlo sul seno di tale madre può diventare l'inizio della vera consolazione. Maria ci insegna ad accogliere il dolore e a vederlo con gli occhi di Dio. | ||