![]() | VENERDÌ 12 Settembre 2008 Vangelo secondo Luca (6,39-42) | |
| Passa Parola | ||
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: "Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in una buca? Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire a tuo fratello: Permetti che ti tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello". | ||
![]() | Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata | |
I discepoli, seguendo Gesù, si preparano a diventare maestri; saranno mandati come guide. Per esserlo in modo efficace, per aiutare gli altri a camminare sulla via della verità dovranno conoscerla e guardarla con occhi liberi da ogni pregiudizio. Solo così arriveranno ad essere "ben preparati", somiglieranno all'unico Maestro. Diversamente il loro non sarà un servizio ma un inganno: chi si rivolgerà a loro non troverà la guida sicura, ma chi li fa precipitare nell'errore. L'ammonizione si rivolge così in modo scoperto a quei maestri in Israele che non vogliono vedere, accettare quanto gesti e parole di Gesù dicono sulla sua identità. Sanno vedere le pagliuzze, le sfumature della Legge, ma non riconoscono che "una trave", un pregiudizio ben più consistente, impedisce loro di vedere e giudicare, di cogliere il tempo della visita di Dio. Per chi non è semplice e umile ricercatore della verità può sorgere un problema insolubile: la convinzione arrogante che solo le proprie idee, i propri giudizi siano capaci di portare a possederla e servirla. Così qualunque parola o gesto, per quanto luminosi, non hanno la forza di spingere a ripensare, a modificare i propri convincimenti. Neanche una parola offerta con "autorità e potenza", come dicevano gli ascoltatori nella sinagoga di Nazaret. Si è accecati e si pretende di saper scoprire cosa impedisce all'altro una vision libera e netta. Prima di atteggiarci a maestri e pretendere di correggere chi è intorno a noi, c'è da fare il difficile cammino del discepolo. Cammino di umile ascolto, di imitazione esigente, di ricerca appassionata. Non può annunziare Gesù chi non l'ha visto e chi non lo mostra con la vita. "Siate misericordiosi...non giudicate...non condannate...perdonate", diceva l'insegnamento dei versetti precedenti. Chi ha una visione così pulita dell'identità cristiana e l'ha acquisita vivendola, potrà essere un discepolo divenuto maestro. Che cammino !!! | ||
![]() | Per Riflettere | |
Quando il Signore ci chiama, magari in modo tanto esigente come accade oggi, non pretende che facciamo un salto improvviso e definitivo. Ci incita ad un cammino concreto, fatto di passi e di speranza. L'importante è....camminare. | ||