![]() | GIOVEDÌ 4 Settembre 2008 Vangelo secondo Luca ( 5,1-11) | |
| Passa Parola | ||
In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genezaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I discepoli erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Sinone: " Prendi il largo e calate le reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore". Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. | ||
![]() | Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata | |
Sembra un giorno qualunque sulla riva del lago. Dei pescatori delusi da una notte passata senza frutto stanno riassettando le reti. Un giovane rabbì chiede aiuto: vuole che lo prendano sulla barca per annunciare da lì la sua verità. Al termine avanza una proposta a Pietro, pescatore esperto, capo del gruppetto. Obbedire non sembra razionale: sulle spalle di tutti grava una notte dura e inutile. Ma forse Pietro ricorda altri comandi impossibili, eppure avveratisi, magari quello che ha cacciato la febbre dalla suocera. Perciò vince lo scetticismo ed obbedisce: vede le reti smagliarsi per un pesca troppo abbondante. E' vinto dallo stupore, percepisce la presenza e l'opera di Dio. Allora cade in ginocchio conscio della propria piccolezza, e riceve una chiamata impossibile, strana e affascinante: sarà, con i suoi compagni, "pescatore di uomini", dietro ad un maestro che caccia i demoni e la febbre mortifera, che riempie le barche anche quando i pescatori non hanno preso nulla; eppure vuole aver bisogno di collaboratori. E la Chiesa impara. E' una barca, tanto fragile e insicura; se a bordo non c'è lui è simile ad ogni altra barca condannata a confidare solo su forze umane, segnata da notti insonni e fatica inutile. Ma se le reti vengono gettate "sulla tua parola" ogni sogno diventa modesto dinanzi alla realtà della pesca. E ancora: per vedere Dio nel quotidiano ci vuole umiltà, altrimenti i successi sono attribuiti al caso, alle proprie capacità, e non riempiono gli occhi e il cuore di gratitudine, non si vede il dono. "Allontanati da me, che sono un peccatore!" esclama Pietro contento e stupito. E la Chiesa ci insegna :" Riconosciamo i nostri peccati...confesso che ho molto peccato" dobbiamo ripetere ai piedi dell'altare prima di celebrare i santi misteri in cui Dio parla, si fa presente, si dona. Dall'umiltà allo stupore per questo accostarsi di Dio alla nostra povertà. E dallo stupore può nascere il disegno di lasciare tutto e di andargli dietro per un'avventura che lui ha progettato. | ||
![]() | Per Riflettere | |
La proposta vale per ogni chiamata. Anche quando un matrimonio è diventato una notte agitata e vuota, senza futuro. "Prendi il largo e cala la rete !". ....sulla tua parola.... | ||