Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



MERCOLEDÌ 3 Settembre 2008
Vangelo secondo Luca (4,38-44)
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In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda ad un grande febbre e lo pregarono per lei. Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all'istante, la donna cominciò a servirli. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demoni gridando: "Tu sei il Figlio di Dio! ". Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.

Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro. Egli però disse: " Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche nelle altre città; per questo sono stato mandato":

E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.



Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata
 


Medita


Siamo ancora all'interno della straordinaria "giornata a Cafarnao". L'annunzio del Vangelo continua con la liberazione dal demonio, dalla fonte di ogni male che umilia l'uomo impedendogli di vivere da capolavoro di Dio. La grande febbre, contro la quale non si conoscono rimedi particolarmente efficaci, indica che la suocera di Pietro ha visto la sua salute gravemente compromessa; la sua comunità, certo innanzitutto quella familiare, esprime preoccupazione e intercede. La guarigione è istantanea; la donna ristabilita e riconoscente si affaccenda subito con sollecitudine riprendendo la sua missione di massaia. Il fatto viene conosciuto e incoraggia ulteriori intercessioni a favore di altri infermi. Gesù non si tira indietro, passa da liberatore misericordioso e potente. Lo insegue una proclamazione che sta diventando corale: "Tu sei il Figlio di Dio! "; è l'eco del grido già risuonato nella sinagoga: "So bene chi sei: il Santo di Dio!". Forse le folle non arrivano a comprendere la natura di Gesù, ma intuiscono che è giunto l'Inviato.

Per Gesù c'è una sosta: "Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto". E' il momento del silenzio, dell'intimità con il Padre, messo proprio all'interno di un'attività frenetica, mentre tutti lo cercano. E' anche un momento di successo. Perché allora andare altrove e non goderselo? Da questo primo annunzio la folla ha colto soltanto l'aspetto che la gratifica, non quello che la impegna: ha trovato, diremmo, l'assicurazione sulla vita. Ma lui deve far correre la straordinaria novità di cui si sono visti i segni, deve raggiungere "altre città", deve conquistare i cuori. Il regno viene per tutti, la "bella notizia" deve portare una gioia nuova in chi ha il cuore oppresso dal male.



Per Riflettere
 
Il nostro tempo frettoloso e ansioso non sa più fermarsi; così non penetra fino in fondo la novità del vangelo e non le permette di scatenare la dinamica nuova che contiene. Vorrebbe riempirsi gli occhi del miracoloso, non il cuore di progetti di conversione, di ascolto. Siamo in un tempo che sembra vivere sulla strada e non sente il bisogno della stazione, per fermarsi, riflettere, interiorizzare, ripartire per una direzione diversa. Succede anche a te?





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