![]() | MARTEDÌ 2 Settembre 2008 Vangelo secondo Luca (4,31-37) | |
| Passa Parola | ||
In quel tempo discese a Cafarnao, una città della Galilea e il sabato ammaestrava la gente. Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità. Nella sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte: " Basta ! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!". Gesù gli intimò: "Taci, esci da costui!". E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: " Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno? " . E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione. | ||
![]() | Il mese di agosto è stato interamente curato da: Mons. Enzo Lucchesini, vicario episcopale per la vita consacrata | |
I Nazaretani non riescono a cogliere il grande momento che la misericordia di Dio offre loro in Gesù: nella sinagoga è risuonato l'annuncio più atteso da ogni israelita, il compiersi di ogni profezia, l' "oggi" dell'incontro fra Dio e l'uomo, già promesso nell'Alleanza, ma è risuonato invano. Allora Gesù, cacciato dai suoi concittadini, si sposta a Cafarnao, il villaggio di Pietro che presto sarà considerato anche il suo. Anche qui l'insegnamento viene donato nella sinagoga, luogo dell'incontro, ed è confortato da un fatto che scuote tutti, tanto che Luca parla del diffondersi della paura fra gli ascoltatori: il segno che Dio è presente ed opera. "C'era un uomo con uno spirito immondo..." L'ascoltatore meno adatto a ricevere la parola e a diventarne portatore, è vinto dall'autorità e potenza della stessa e ne diviene l'annunziatore. Questo rabbì è davvero colui che rovina i demoni; i profeti avevano annunziato che il tempo della salvezza avrebbe visto questo segno di Dio. Dal fatto prodigioso non nasce immediatamente la fede. I presenti "furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro, che parola è mai questa?". Sono davanti ad un fatto inspiegabile, vivono in una cultura profondamente religiosa e questo li spinge a sentire la presenza del divino. Così l'immagine di Dio che è loro familiare, il Dio tremendo e misterioso, li schiaccia, li spaventa, li spinge alla paralisi piuttosto che alla sequela; cercano di darsi reciprocamente una spiegazione convincente e si riempiono di domande. E Luca, nei passi succesivi, ci mostrerà Gesù, in questo primo giorno a Cafarnao, molto disponibile a compiere gesti di potenza che raccontino la misericordia, l'attenzione forte e premurosa verso chi soffre, chi è vinto dal male ed ha bisogno di scoprire in lui il volto misericordioso di Dio, per dare l'annunzio del tempo nuovo, del Regno in cui Dio vince con l'amore. | ||
![]() | Per Riflettere | |
È lo stupore, un atteggiamento che dice attenzione, suscita meraviglia, mette in ricerca, costringe a domandare, incrina le proprie sicurezze, fa sentire piccoli, fa nascere giudizi nuovi, e non certo la paura, la via giusta per chi vuol penetrare la parola e scoprire l'identità di chi la pronunzia con tanta autorità e potenza. | ||