Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Ottobre 2016 - Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Domenica 30 ottobre 2016
Sap 11, 22-12, 2; Sal 144; 2Ts 1, 11-2, 2
Vangelo secondo Luca (19, 1-10)
Salterio: terza settimana



Preghiera Iniziale


Signore, tutto il mondo davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure formata.
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l'avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all'esistenza?
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
(Sapienza 11, 22-26)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».






Medita


Gesù nella pagina di oggi passa per la città di Gèrico, ultima tappa nel suo cammino verso Gerusalemme. Anche qui ormai la sua fama è diffusa e si crea una folla al suo passaggio, fatta forse di curiosi, di perplessi, di scettici e anche di chi—come Zaccheo—cerca di vedere, conoscere, incontrare Gesù. Il Signore, sempre attento al cuore e ai veri desideri dell'uomo, sceglie Zaccheo, «capo dei pubblicani e ricco», un uomo della peggior specie: ladro, alleato dei romani, traditore, disprezzato e odiato da tutto il popolo; Zaccheo, il cui nome significa “Dio ricorda”, lui che un momento prima aveva fatto quel gesto ridicolo di correre più avanti e salire su un albero per poter vedere Gesù. Il Signore sceglie lui, scegliendolo lo chiama per nome e nel chiamarlo gli dice il progetto di Dio su di lui: Dio si ricorda di te, Zaccheo, Dio non ti ha dimenticato, Dio non ti ha abbandonato, anzi quel Dio oggi vuole entrare nella tua casa e stare un po' con te. Zaccheo non mette avanti tutti i suoi sbagli e la sua indegnità, ma scende dall'albero e lo accoglie «pieno di gioia»! Non c'è modo più bello di accogliere il Signore se non quello di accoglierlo con gioia, essere immensamente grati del fatto che Lui si ricorda di noi, che vuol passare del tempo con noi, che si occupa della nostra vita faticosa. I cuori duri mormorano, i cuori di chi si crede perfetto sono pieni di gelosia. Ma il cuore di Zaccheo è cambiato, riconosce la grandezza dell'incontro con Dio e, per forza di cose, non può essere più quello di prima, non vuole più essere l'uomo che era, decide ora di sovrabbondare nel dono e nella restituzione di ciò che ha rubato. E in questa sovrabbondanza di Zaccheo, nella sua uscita da se stesso, nella sua perdita del desiderio di accumulo smodato, qui entra la salvezza, qui è già entrata. Il Signore cerca e salva «ciò che perduto», quella situazione ormai spacciata, quel peccato incancrenito, quella persona che sa di non farcela.






Per Riflettere


Non c'è professione o condizione sociale, non c'è peccato o crimine di alcun genere che possa cancellare dalla memoria e dal cuore di Dio uno solo dei suoi figli. “Dio ricorda”, sempre, non dimentica nessuno di quelli che ha creato» (Papa Francesco).

Contemplo, Signore,
il tuo sguardo comprensivo, creativo,
capace di guardare la mia situazione
con occhio nuovo, tenero, positivo.
Fammi scoprire la verità di me stesso,
infrangi le barriere del mio cuore
entra lì dove neppure io stesso mi rendo conto
di ciò che succede
e sospingimi alla sincerità di quello che io veramente sono.
(Carlo Maria Martini)






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