Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Ottobre 2016 - Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Sabato 29 ottobre 2016
Fil 1, 18b-26; Sal 41
Vangelo secondo Luca (14, 1.7-11)



Preghiera Iniziale


Al termine di una vita passata nella santità,
come al termine di una vita di delitti,
la modalità per entrare in paradiso è una sola:
«Signore, abbi pietà di me, perché sono un peccatore».
(Arturo Paoli)



Ascolta Vangelo


Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».






Medita


Intanto, Gesù va a pranzo da tutti, basta che qualcuno lo inviti. Oggi è a casa di uno dei capi dei farisei, nonostante abbia ripetutamente preso le distanze dal modo di essere “farisaico”, spesso ipocrita e attento solo all'apparenza. Ma il Signore non prende mai le distanze dagli uomini, si siede di fianco a ognuno di noi. I riflettori sono puntati su Gesù, tutti lo osservano, e Lui si prende la scena e racconta una parabola: fa un racconto immediato e semplice che parla proprio di quello che sta accadendo in quella casa, in quel momento. Tutti si siedono per pranzo e ognuno sceglie per sé il posto “migliore”, quello più vicino al padrone di casa. Per capirci è un po' come quando nella nostra vita sgomitiamo per avere quello che ci spetta, quando cerchiamo di possedere un'amicizia e assicurarci l'amico del cuore, quando andiamo avanti a testa alta nello studio, nel lavoro, nella vita senza guardare chi stiamo calpestando, quando vogliamo ottenere trofei per essere al pari o meglio degli altri. Il rischio c'è in tutti i campi, anche in quello familiare o della vita spirituale: possiamo aspirare al trofeo di chi si sposa più giovane, a quello di chi fa più figli, a quello di chi prega di più. Cerchiamo il primo posto quando facciamo di tutto per ottenere un po' di successo, qualche gratificazione, qualcosa che ci faccia sentire che siamo un po' meglio degli altri, un po' più realizzati di loro. Ma arriva il momento—sempre e per tutti—che c'è qualcuno che ci sorpassa, magari proprio in quel campo nel quale ci sentivamo più sicuri, che fa le cose meglio di noi, che le fa prima, che ottiene più successo. E noi? Scaliamo la graduatoria e perdiamo terreno sotto i piedi, le sicurezze crollano e con vergogna occupiamo il posto che ci spetta. Cosa ci dice il Signore? Non di umiliarsi perché in fondo valiamo poco, ma di essere umili perché tutto ciò che abbiamo è dono di Dio, perché la nostra grandezza è nel nostro DNA: siamo figli amati, tanto ci basti. Umile è chi è consapevole del proprio limite; umile è chi si sente creatura, non Creatore; umile è chi ha uno sguardo compassionevole su se stesso e sugli altri; umile è chi non si sente mai arrivato, mai il primo, mai il più bravo, ma sempre discepolo e scolaro.






Per Riflettere


Passo la vita a cercare di conquistare “i primi posti” nei campi che più mi stanno a cuore o cerco di imparare l'umiltà dai miei limiti e dalle mie cadute?

Beato chi decide di perdere:
come chicco di frumento sotto terra darà abbondanti frutti.
Beato chi porge l'altra guancia: spezzerà la catena della violenza.
Beato chi non ricorre a metodi sleali per fare carriera:
sarà ricompensato dalla sua virtù.
Beato chi non si scoraggia: rimarrà giovane come il suo ottimismo.
Beato chi sposa la povertà: genererà figli innamorati della vita.
(Don Valentino Salvoldi)






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