Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Ottobre 2016 - Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Giovedì 13 ottobre 2016
Ef 1, 1-10; Sal 97
Vangelo secondo Luca (11, 47-54)



Preghiera Iniziale


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
(Salmo 97)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.






Medita


In spirito di continuità con le dure parole dei giorni scorsi, oggi il Signore sta presentando, potremmo dire, alcune “contro-beatitudini”: infatti il “guai a voi” è esattamente l'opposto del “beati voi” del Discorso della montagna (cfr. Mt 5). E anche i soggetti sono agli antipodi: là erano beati i poveri e gli umili, qua sono rimproverati proprio i capi religiosi dell'epoca, coloro che avevano le chiavi della vita spirituale di un intero popolo. Quelli che si occupavano dell'esteriorità, sempre. Quante volte Gesù li sgrida, li chiama sepolcri imbiancati, quante volte li ammonisce di guardare il dentro e non il fuori. Costruire un bella tomba a un profeta era un gesto esteriormente di grande valore, di onore e di ricordo per questo sant'uomo, ma era un gesto vuoto di senso giacché proprio i loro padri, farisei e dottori, avevano voluto morti quei profeti. Il Signore lancia una maledizione, ma non su di loro, perché Dio non può maledire i suoi figli, dovrebbe maledire se stesso. Ma sul loro modo di vivere la vita e la religione. Condanna il peccato, non il peccatore. E lo fa per smascherare un inganno, per tirarli fuori dalle loro tane, dai loro nascondigli. E perché non vi facciano cadere anche altri, continuando a portare via le chiavi della conoscenza, continuando a predicare che la salvezza va conquistata con innumerevoli sforzi. Il Signore li sgrida con forza perché vanno predicando che l'amore di Dio conosce due pesi e due misure, insegnano che se ti comporti bene e rispetti tutti i comandamenti Dio ti ama e tu sei salvo, in caso contrario Dio ti abbandona e tu sei perso. Ma questo non è il nostro Dio, non è il Dio di Gesù Cristo che è venuto a dirci: la salvezza è anche per te, povero, misero, peccatore, anzi è soprattutto per te che ne hai più bisogno!






Per Riflettere


Quante volte cerchiamo di conquistarci la benevolenza di Dio con le nostre buone azioni… Mettiamo via l'orgoglio: di fronte al nostro Dio, che è un Padre amorevole, possiamo stare senza difese, nella verità della nostra piccolezza, in piena confidenza.

Cristo, so di essere amato per quello che è propriamente mio:
la mia povertà; e sento il bisogno di amare
per quanto in proporzione mi venne e mi viene ogni giorno perdonato.
Credo nell'inestimabile dono della libertà, che illumina ma non costringe.
So di portare dentro la presenza, il fermento di una speranza
che va al di là della brevità della nostra giornata.
Sento che la vita ha un ordine di sacrificio a cui non ci si può rifiutare,
senza sentirsi colpevoli; la vita è un dovere, la vita è un costo,
la vita è un impegno, la vita bisogna guadagnarsela.
(Don Primo Mazzolari)







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