Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Ottobre 2016 - Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Mercoledì 12 ottobre 2016
Gal 5, 18-25; Sal 1
Vangelo secondo Luca (11, 42-46)



Preghiera Iniziale


Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.
(Salmo 1)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l'amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».






Medita


Nelle letture di questa settimana assistiamo ripetutamente, e in maniera ogni giorno più incalzante, alle invettive di Gesù contro i farisei e i dottori della Legge. A suon di veementi «Guai a voi!», Gesù addita le due categorie di persone che al tempo erano ritenute (e che si ritenevano) i perfetti osservanti della legge mosaica. Ma il Signore è venuto a proclamare che prima della legge c'è l'amore, perché l'amore è il fondamento, il metro di giudizio e il fine ultimo della legge. Ecco ciò che mancava ai farisei: erano scarsi in amore, poveri in affetto, in tenerezza, in compassione. Mancanti di quella misericordia che—come ricordiamo in questo anno giubilare straordinario—è il nome stesso di Dio. Se da un lato Gesù esige che la Legge sia osservata per intero («Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle»), dall'altro il comandamento più importante rimane quello dell'amore, poiché «pieno compimento della legge è l'amore» (cfr. Rm 13, 10). Ne consegue che, al contrario, chi non ama non osserva nulla, anche se compie tutti gli atti di osservanza. Ma le parole odierne del Signore sono rivolte anche ai farisei di oggi, e cioè forse anche a ognuno di noi. Quante volte al giorno siamo farisei! Ogni volta che ci permettiamo di giudicare, di dividere le persone in categorie sulla base dei nostri metri di giudizio, ogni volta che vorremmo assolutizzare le nostre esperienze di fede. Ogni volta che usiamo la nostra fede per sentirci a posto, o per ricercare i “primi posti” e apparire bene agli occhi degli uomini o, ancora peggio, per caricare gli altri di pesi che forse non sono nemmeno chiamati a portare. La logica di Dio è un'altra: Gesù infatti loda i fragili e i peccatori che sanno di esserlo e che si pentono; essi soltanto possono essere toccati dalla sua misericordia.






Per Riflettere


A volte ci accontentiamo di un rapporto con Dio basato sul “pagare le decime”. Ad essere sbagliati non sono i gesti di obbedienza o le nostre offerte, ma la presunzione che esse ci possano in qualche modo “garantire” Dio. Lui invece ci ama sempre per primo e gratuitamente.

Sono stato deluso, o mio Cristo,
per il mio troppo presumere:
dalle altezze sono caduto molto in basso.
Ma rialzami di nuovo ora, poiché vedo
che da me stesso mi sono ingannato;
se troppo ancora confiderò in me stesso
subito cadrò e la caduta sarà fatale.
(Gregorio di Nazianzo, Poesie su se stesso, LXVII)







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