Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Ottobre 2016 - Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Lunedì 3 ottobre 2016
Gal 1, 6-12; Sal 110
Vangelo secondo Luca (10, 25-37)



Preghiera Iniziale


Tutte le cose sono in tuo potere, Signore,
e nessuno può resistere al tuo volere.
Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse;
tu sei il Signore di tutto l'universo.
(dalla liturgia)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così».





Medita


Il dottore della Legge è uno che di Legge ci vive. Pone a Gesù una domanda da addetto ai lavori e gliela pone in un atteggiamento di non-trasparenza: vuole farlo cadere in un tranello o ridicolizzarlo. La prima parte della sua domanda è sul “fare”: questo “fare” non è una cosa semplice per lui, che sa bene che il cuore dell'ebraismo si basa su 613 precetti da rispettare alla lettera. La seconda parte della domanda mette in luce il desiderio di ereditare la vita eterna. Gesù come sempre non dà una risposta banale, ma vuole coinvolgere il suo interlocutore, vuole che trovi da solo la risposta. Il dottore risponde «Amerai» e mette insieme l'amore per Dio e l'amore per il prossimo, accosta questi due amori, anche se nella Legge non c'è scritto. Gesù è soddisfatto di questa risposta: se fai così vivi eternamente già qui ed ora. Ma il dottore della Legge continua la sua domanda e chiede «Chi è mio prossimo?», in questo modo vuole delimitare l'ambito della sua responsabilità; è come se stesse chiedendo: «Chi è degno del mio amore e chi no?». Per gli Israeliti il prossimo era soltanto colui che apparteneva al popolo, interpretavano la loro elezione “ad esclusione”. Un samaritano non è più prossimo, non fa parte del popolo. E Gesù a questa domanda risponde con un racconto che si presta a diverse interpretazioni: c'è un uomo che sta scendendo da Gerusalemme a Gerico, città collocata sotto il livello del mare, simbolo della città dei peccatori. Quest'uomo è ferito e abbandonato e da solo non è capace di guarirsi. Il sacerdote e il levìta rappresentano la “religione ufficiale”, ma entrambi sono incapaci di curare quest'uomo. Il samaritano può essere visto come Gesù stesso, in viaggio. L'incarnazione del figlio di Dio è il suo primo grande viaggio. Gesù vive da pellegrino sulla terra, è in cammino costante e nel suo cammino prova compassione, si commuove e fa diventare questione di cuore la miseria di un altro. Il suo incontro con l'altro non si ferma alla vista, ma, passando dal cuore, arriva alle mani, cura e sana le ferite. Dopo questo racconto il Signore chiede—rigirando la domanda iniziale—chi è stato il prossimo dell'uomo mezzo morto e invita il dottore della Legge a fare come il samaritano.






Per Riflettere


Gesù ci dice che non bisogna chiedersi chi è o chi non è nostro prossimo, chi dobbiamo o non dobbiamo amare, bensì come possiamo noi ogni giorno farci prossimi dei nostri fratelli “mezzi morti”.


Apri i nostri occhi alla tua compassione, Signore Gesù.
Sei tu il buon Samaritano;
la via che scende da Gerusalemme a Gerico
è la via di ogni uomo e di ogni donna, è la strada di ciascuno di noi.
Hai preso su di te la nostra debolezza,
le nostre ferite son diventate le tue piaghe!
Apri i nostri occhi alla tua compassione, Signore Gesù.
E rendicene partecipi, fa' che la possiamo condividere.
Liberaci dalla paura di contaminarci
con i problemi o la debolezza degli ultimi, nostri fratelli.
La necessità di coloro che incontriamo
sia l'unica carta di credito alla nostra compassione.
Insegnaci ad essere “prossimo”, o Signore. Amen.
(Don Piero Rattin)






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