Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Ottobre 2016 - Questo mese è stato curato da: Benedetta e Adriano Cerri Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Sabato 1 ottobre 2016
Gb 42, 1-3.5-6.12-16; Sal 118
Vangelo secondo Luca (10, 17-24)
Santa Teresa di Gesù Bambino
Tempo ordinario
Salterio: seconda settimana



Preghiera Iniziale


La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
(Salmo 117)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».




Medita


La pagina del vangelo di oggi si apre con un'atmosfera di chiassosa allegria; si può ben immaginare l'euforia dei settantadue discepoli al ritorno dalla loro prima missione, il loro desiderio di riferire al Maestro i clamorosi successi ottenuti («anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome»). Gesù prima di tutto li conferma ricordando loro la grazia ricevuta da Dio: essi sono davvero più forti del male che abita nel mondo e nel cuore dell'uomo. Coloro che ricevono una missione da Dio (tutti ne riceviamo una) e la abbracciano, ricevono il potere di fare cose straordinarie nella vita. Forse abbiamo avuto la grazia di vedere attorno a noi esempi di persone che vivono in pieno la loro missione di padre o madre, di missionario, di religioso… A volte sembra che sappiano davvero camminare su serpenti e scorpioni, attraversando illesi prove, ostilità, dolori, insidie. Ma il Signore non si limita a dirci questo. Dopo continua con una frase che focalizza l'attenzione su ciò che davvero conta. Sì, perché i successi, per quanto buoni e gratificanti, non sono il centro. Anche quando facciamo cose buone e grandi per il Regno di Dio c'è il rischio di cercare soltanto noi stessi e la nostra realizzazione personale. Ciò che davvero rende felice l'uomo, dice Gesù, è la fiducia di sapersi unico e prezioso agli occhi di Dio. Chiara Corbella Petrillo—una ragazza del nostro tempo che ha vissuto totalmente la propria missione di madre e di moglie—ci ricorda: «L'importante nella vita non è fare qualcosa, ma nascere e lasciarsi amare». È questa la sapienza dei piccoli.




Per Riflettere


Non attacchiamo il cuore ai nostri successi, ai nostri ruoli, a ciò che ci fa “essere qualcuno” nelle relazioni, nella società, nella Chiesa. La vera gioia dell'uomo infatti è sapersi voluto, creato e amato da Dio («i vostri nomi sono scritti nei cieli»).

O Signore, conosci la mia debolezza:
ogni mattino prendo l'impegno di praticare l'umiltà
e alla sera riconosco che ho commesso ancora ripetuti atti di orgoglio.
A tale vista sono tentata di scoraggiamento,
ma capisco che anche lo scoraggiamento è effetto di orgoglio.
Voglio, mio Dio, fondare la mia speranza soltanto su di te.
(Santa Teresa di Gesù Bambino)






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