Ascolta e Medita Novembre 2017
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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Ascolta e Medita Novembre 2017Questo mese è stato curato da: Rossella e Davide Salvetti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Mercoledì 29 novembre 2017
Dn 5, 1-6.13-14.16-17.23-28; Dn 3, 62-67
Vangelo secondo Luca (21, 12-19)

Preghiera Iniziale


Benedite, sole e luna, il Signore.
Benedite, stelle del cielo, il Signore.
Benedite, piogge e rugiade, il Signore.
Benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore.
Benedite, freddo e caldo, il Signore.

(Daniele 3, 62–67)

Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».


Medita


Dopo aver preannunciato un periodo di guerre e rivoluzioni, Gesù avverte i suoi discepoli che essi stessi dovranno subire maltrattamenti e persecuzioni a causa del suo nome, e in effetti dal tempo di Gesù fino ancora ad oggi un numero enorme di cristiani è stato fatto oggetto di violenze ed uccisioni. Di fronte a tutto questo, Gesù ci invita a mantenere salda la nostra fede in Lui e a non contare sulle nostre forze, perché Egli rimane al nostro fianco: «Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Come già abbiamo ascoltato e meditato il 17 novembre, «Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva» (Lc 17, 33): è affidando a Dio tutto il nostro essere che troveremo il senso pieno della vita. Certo, forse a noi non capiterà di essere uccisi a causa del suo Nome, ma sono tante le occasioni in cui possiamo dimostrare la nostra fedeltà a Dio: non restando in silenzio in conversazioni ricche di pregiudizi, prendendo posizione a favore dei deboli, mostrando delicatezza ma anche fermezza di fronte alle tante piccole ingiustizie di cui siamo testimoni, portando il dialogo in situazioni di chiusura, mostrando un altro punto di vista, mettendo il dubbio in certe convinzioni, mostrandoci capaci di donare e chiedere il perdono. Senza presunzione, senza fanatismi, siamo chiamati a rendere ragione della speranza che è in noi (1Pt 3, 13–17). E quando questo ci provoca commiserazione o scherno da parte di chi ci sta intorno, pensiamo ai tanti fratelli martiri che ci hanno preceduto.


Per Riflettere e Preghiera Finale


Siamo capaci di portare testimonianza con la nostra vita, nelle grandi come nelle piccole vicende quotidiane? Siamo legati al giudizio delle persone che ci circondano, tanto da rendere tiepida la nostra testimonianza? Chiediamo a Dio la forza di sostenerci?


Eccomi Signor, vengo a te mio re, che si compia in me la tua volontà.
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio, plasma il cuore mio e di te vivrò.
Se tu lo vuoi Signore manda me e il tuo nome annuncerò.
Come tu mi vuoi io sarò, dove Tu mi vuoi io andrò.
Questa vita io voglio donarla a Te per dar gloria al Tuo nome mio re.
Come tu mi vuoi io sarò, dove Tu mi vuoi io andrò.
Se mi guida il tuo amore paura non ho, per sempre io sarò come Tu mi vuoi.
Eccomi Signor, vengo a Te mio Re, che si compia in me la tua volontà.
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio, plasma il cuore mio e di te vivrò
Tra le tue mani mai più vacillerò e strumento tuo sarò.
(canto liturgico)






 


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