Ascolta e Medita Novembre 2017
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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Ascolta e Medita Novembre 2017Questo mese è stato curato da: Rossella e Davide Salvetti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Domenica 26 novembre 2017
Ez 34, 11-12.15-17; Sal 22; 1Cor 15, 20-26.28
Vangelo secondo Matteo (25, 31-46)
Salterio: seconda settimana

Preghiera Iniziale


Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.
Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.

(Salmo 22)

Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch'essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».


Medita


Il Signore è il Dio dei vivi, non dei morti. Certo, la morte fa parte della nostra realtà, tutti noi moriremo; la corruzione della carne è entrata nel mondo con il rifiuto di Dio da parte di Adamo, emblema di ogni nostro rifiuto; ma il Signore ci ha già preparato un posto dove riposare, dopo le tribolazioni che il male ci causa; come un pastore amorevole, si prende cura di ciascuno di noi: «Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare […]; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte» (Ez 34, 15–16). Tuttavia, il male agisce nel mondo fuori e purtroppo anche dentro di noi. Noi stessi, che ci proclamiamo cristiani e quindi discepoli di Cristo, l'Agnello di Dio; noi, che riceviamo le cure amorevoli del nostro pastore, siamo talvolta pecore ma spesso anche capri. L'amore che Dio gratuitamente ci dona è un amore che, se accolto, riempie i nostri cuori e trabocca su chi ci circonda. Se in noi non avviene nessun cambiamento, se non sentiamo di doverlo ricambiare, allora forse non siamo stati abbastanza aperti alla grazia di Dio e dobbiamo fare un cammino di conversione per non trovarci un giorno tra coloro che vengono messi alla sinistra di Dio Padre.


Per Riflettere e Preghiera Finale


Sentiamo di dover ricambiare l'amore che Dio riversa in abbondanza su di noi? Tentiamo di farlo in astratto, o siamo consapevoli che Dio ci chiede di amarlo nel prossimo?


O Signore, fa' di me uno strumento della tua Pace:
dove è odio, fa' ch'io porti l'Amore;
dove è offesa, ch'io porti il Perdono;
dove è discordia, ch'io porti l'Unione;
dove è dubbio, ch'io porti la Fede;
dove è errore, ch'io porti la Verità;
dove è disperazione, ch'io porti la Speranza;
dove è tristezza, ch'io porti la Gioia;
dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
O Maestro, fa' ch'io non cerchi tanto:
di essere consolato, quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Poiché è:
dando, che si riceve;
perdonando, che si è perdonati;
morendo, che si resuscita a Vita Eterna.
(San Francesco)






 


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