Ascolta e Medita Novembre 2017
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Anno 2018 Calendarietto Liturgico, Diario Scolastico, Agendine, Calendari da Tavolo e Calendari da Parete - Suore Apostoline - Suore Agostiniane - Suore Paoline e Edizioni San Paolo

Ascolta e Medita Novembre 2017Questo mese è stato curato da: Rossella e Davide Salvetti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Lunedì 13 novembre 2017
Sap 1, 1-7; Sal 138
Vangelo secondo Luca (17, 1-6)

Preghiera Iniziale


Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.
Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

(Salmo 138)

Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».


Medita


Siamo esseri imperfetti ed è nella nostra natura compiere errori, ma le conseguenze del peccato sono gravi, sia su chi lo subisce che su chi lo compie. Come discepoli di Gesù, abbiamo allora il dovere di accompagnare il peccatore in una strada di conversione: «Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo», dice il Signore. Con umiltà, certo, sempre con amore, mai con la presunzione di chi pensa di aver raggiunto la verità, mostrare l'errore al nostro fratello, per il bene di chi gli sta intorno e per il bene suo. E se chiederà il perdono, dovremo concederglielo, ma «se si pentirà», dice Gesù. Non perché noi non siamo tenuti comunque al perdono, anche in assenza di pentimento, ma perché chi non è realmente pentito non pone il suo cuore nella disposizione per ricevere il perdono. Chi è convinto di essere nel giusto non sente il bisogno del perdono altrui. Rovesciando il discorso e ponendoci nei panni del peccatore, Gesù ci insegna che Dio è sempre disposto a perdonare, ma ha bisogno che noi riconosciamo il nostro errore per poter entrare nel nostro cuore e trasformarlo.
Ma come riconoscere l'errore, come aiutare il fratello in questo? Ci rispondono gli apostoli: «Accresci in noi la fede!». Solo rivolgendo il nostro sguardo costantemente verso Dio, lasciando il nostro cuore aperto all'azione del Suo Spirito, possiamo trovare la luce che illumina il cammino. Come già riflettevamo ieri, Dio non ci lascia brancolare nel buio, ma ci dona la Sapienza; è però necessario che ci poniamo nella condizione di poter accogliere questo dono, altrimenti saremo noi stessi ad impedirgli di trovare spazio in noi: «La sapienza non entra in un'anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato. Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno, si tiene lontano dai discorsi insensati e viene scacciato al sopraggiungere dell'ingiustizia» (Sap 1, 4–5).


Per Riflettere e Preghiera Finale


Spesso mascheriamo per modestia o umiltà la nostra mancanza di coraggio. Non interveniamo dove vediamo l'errore non per non apparire presuntuosi, ma per vergogna o per paura delle conseguenze, per il timore di esporci. Quante volte il male si radica intorno a noi perché non abbiamo il coraggio di denunciarlo… Sappiamo nutrirci dello Spirito di Dio, tanto da discernere il male e trovare la forza per intervenire?


Dammi, Signore,
un cuore aperto, che lasci entrare la Tua Sapienza,
un cuore docile, che sappia lasciarsi guidare,
un cuore generoso, che voglia far partecipi i fratelli della Tua Sapienza,
un cuore forte, che non tema i giudizi degli altri.






 


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