Ascolta e Medita Novembre 2017
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Anno 2018 Calendarietto Liturgico, Diario Scolastico, Agendine, Calendari da Tavolo e Calendari da Parete - Suore Apostoline - Suore Agostiniane - Suore Paoline e Edizioni San Paolo

Ascolta e Medita Novembre 2017Questo mese è stato curato da: Rossella e Davide Salvetti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Sabato 11 novembre 2017
Rm 16, 3-9.16.22-27; Sal 144
Vangelo secondo Luca (16, 9-15)

Preghiera Iniziale


Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

(Salmo 144)

Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».


Medita


Gesù affronta in questo brano il tema della ricchezza, che gli sta molto a cuore e che è presente in altri passi del Vangelo. Si parla di ricchezza ``disonesta'', frutto di ingiustizie, cupidigia, sopraffazioni; è la ricchezza che riempie il nostro cuore e ne diventa padrona, che guida le nostre scelte, ci rende schiavi e ci porta a tentare in ogni modo di sopraffare gli altri. Ma possiamo considerare la ricchezza non come un fine ma come un mezzo, uno strumento per conquistare la ricchezza vera, quella che va al di là della vita; succede quando usiamo i nostri mezzi per gli altri, al servizio di Dio. La ricchezza, poi, non è solo il denaro, ma tutte le nostre capacità, la nostra forza, la nostra intelligenza, la nostra cultura. Se tutto ciò che abbiamo (e che non dobbiamo dimenticare che ci è stato donato da Dio, quindi non può essere ingiusto finché non pensiamo di esserne i padroni) è usato per gli altri, non è ricchezza disonesta e ci conquisterà degli amici che ci guideranno verso la salvezza eterna. E gli amici privilegiati da Gesù sono i poveri; i poveri, diceva sant'Agostino, sono, se lo vogliamo, i nostri corrieri e i nostri facchini: ci permettono di trasferire, fin da ora, i nostri beni nella casa che si sta costruendo per noi nell'aldilà (Agostino, Discorsi, 53/A, 6). Ma l'amico per eccellenza è Dio stesso, la nostra fede in Lui. Tutto ciò che di materiale abbiamo accumulato, poco o tanto che sia, un giorno lo lasceremo qua. La nostra vera ricchezza è Dio, che ci terrà con sé anche dopo la morte.


Per Riflettere e Preghiera Finale


La vita, diceva Seneca, a nessuno è data in possesso, ma a tutti in amministrazione. E per poter amministrare un tesoro, per prima cosa dobbiamo conoscerlo bene. Quanto siamo consapevoli delle nostre vere ricchezze, quanto ci impegniamo per conoscerle davvero? Quanto siamo capaci di metterle a disposizione del Signore? Quanto siamo disposti a condividere con gli altri i nostri beni materiali e spirituali?


O Padre, che ci chiami ad amarti e servirti come unico Signore,
abbi pietà della nostra condizione umana;
salvaci dalla cupidigia delle ricchezze,
e fa' che alzando al cielo mani libere e pure,
ti rendiamo gloria con tutta la nostra vita.
(dalla liturgia)






 


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