Ascolta e Medita Novembre 2017
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

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Ascolta e Medita Novembre 2017Questo mese è stato curato da: Rossella e Davide Salvetti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Venerdì 10 novembre 2017
Rm 15, 14-21; Sal 97
Vangelo secondo Luca (16, 1-8)

Preghiera Iniziale


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

(Salmo 97)

Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L'amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d'olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».


Medita


Gesù non intende giustificare gli atti dell'amministratore della parabola di oggi (li condanna infatti chiamando ``disonesto'' il servitore), ma loda piuttosto la sottigliezza con cui ha cercato di raggiungere il suo fine. Gesù vuole infatti soffermare l'attenzione su un punto già toccato nel capitolo 14 del Vangelo secondo Luca: non ci si può improvvisare suoi discepoli; l'essere veri cristiani è l'obiettivo di un percorso che si compie giorno per giorno. Ed è un percorso per il quale dobbiamo investire tutti i nostri talenti, tutto il nostro cuore e anche tutto il nostro ingegno. Il punto di partenza di questo percorso, che deve essere sempre tenuto presente, è che quelli che noi consideriamo i nostri beni non sono in realtà ``nostri'', ma di Dio, a noi soltanto affidati perché li amministriamo con saggezza e li mettiamo a frutto per il nostro Signore, che non è padrone, ma Padre, e che quindi ci restituirà con amore i frutti del nostro impegno. Nell'ultimo versetto, Gesù contrappone i figli del mondo ai figli della luce. I figli del mondo sono appunto coloro che usano per sé i beni loro affidati, come se appartenessero loro, senza curarsi di un domani e di chi hanno intorno, e che si lasciano guidare solo dai loro bisogni; sono quelli che concentrano su se stessi tutte le loro energie e ambizioni. I figli della luce sono invece coloro che, illuminati dallo Spirito, riconoscono di essere chiamati a dare senso alla loro vita; sono coloro che volgono lo sguardo in alto, con gratitudine, verso un Dio creatore e padre, al quale sanno di dovere tutto; sono coloro che si lasciano guidare da un Dio che nelle scritture è chiamato «Consigliere mirabile» (Is 9, 5), i cui consigli sono dunque infallibili. Sono coloro che hanno scelto il fine migliore da perseguire, ma che, per poterlo raggiungere, devono mettere in atto la stessa determinazione che spinge i figli del mondo.


Per Riflettere e Preghiera Finale


Ci sono obiettivi terreni per raggiungere i quali ci impegniamo con ogni nostro mezzo. Facciamo altrettanto per conquistare la salvezza eterna? Quante energie impieghiamo per la cura della nostra vita spirituale e per il servizio ai nostri fratelli? Siamo figli della luce, oppure figli del mondo?


A volte Signore ci illudiamo di cavarcela con poco,
di poter continuare un certo stile di vita
perché, ci diciamo, non fa male a nessuno.
Viviamo con il naso per aria,
ciechi sulla gravità di alcune nostre azioni.
Aprici gli occhi e aiutaci ad avere
la stessa lucidità e la medesima scaltrezza
dell'amministratore astuto.
(Emanuela Giuliani)






 


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