Ascolta e Medita Novembre 2017
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

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Ascolta e Medita Novembre 2017Questo mese è stato curato da: Rossella e Davide Salvetti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Mercoledì 8 novembre 2017
Rm 13, 8-10; Sal 111
Vangelo secondo Luca (14, 25-33)

Preghiera Iniziale


Beato l'uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s'innalza nella gloria.

(Salmo 111)

Ascolta Vangelo


In quel tempo, una folla numerosa andava con lui. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».


Medita


Sono in molti a seguire Gesù, affascinati forse da questo maestro così diverso da quelli a cui erano abituati. Ma Gesù non si accontenta di suscitare fascino, un'emozione superficiale e passeggera; chiede che i suoi discepoli siano ben consapevoli della scelta che stanno compiendo. Si tratta infatti di una scelta integrale, senza compromessi; Dio ci vuole totalmente per sé e vuole essere al centro del nostro cuore. L'amore per il prossimo deve sì guidare tutta la nostra vita, ma non ha senso se non attinge ad un Amore più forte, la fonte di ogni amore. «Dio è Amore», leggiamo esplicitamente nella prima lettera di San Giovanni (1Gv 4, 8; 4, 16). Se ci nutriamo dell'amore di Dio, saremo forti abbastanza per portare la nostra croce e per lasciarci condurre sui sentieri che ci mostrerà. E per poterlo seguire, non si può essere spinti dall'emozione di un momento. Gesù, con due esempi, ci invita a riflettere che per seguirlo davvero, per poterci dire suoi discepoli e non semplicemente affascinati dalle sue parole, occorre aver accumulato le risorse necessarie, che non sono risorse materiali, ma spirituali. Solo dissetati alla fonte del Suo Amore, saremo in grado di fare ciò che Gesù ci chiede e che poi è ciò che ci consente di essere davvero suoi discepoli: rinunciare a tutto ciò che abbiamo, compreso quell'attaccamento egoistico e possessivo con cui a volte confondiamo l'amore. È da questo che Gesù ci chiede di distaccarci, da quell'amore fatto di passioni volte alla propria soddisfazione e non alla gioia altrui. L'amore vero è piuttosto quello che è capace di donarsi completamente e gratuitamente, ed è quello che riempie il cuore di gioia, perché è l'amore che viene da Dio.


Per Riflettere e Preghiera Finale


L'amore per il nostro prossimo deve essere grande, ma quello per il nostro Dio deve essere totale. A volte risulta invece più facile amare i fratelli, sembra qualcosa di più concreto, che riempie il nostro cuore di soddisfazione. Riusciamo a sentire Dio accanto a noi, tanto da poterlo amare, o rimane un concetto astratto, a cui crediamo più con la mente che con il cuore?


«Padre nostro, che sei nei cieli»,
così ci ha insegnato a chiamarti Gesù.
Ma io, piccolo su questa terra,
faccio fatica a sentirti padre, se continuo ad immaginarti lassù.
Tu però mi doni il Tuo Amore per elevarmi fino a Te,
per non farmi sentire distante da Te.
Aiutami allora, o Dio, a riconoscerti Padre,
e a farmi riempire dal Tuo Amore
perché io possa a mia volta amarti con tutto me stesso.






 


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