Ascolta e Medita Novembre 2017
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Anno 2018 Calendarietto Liturgico, Diario Scolastico, Agendine, Calendari da Tavolo e Calendari da Parete - Suore Apostoline - Suore Agostiniane - Suore Paoline e Edizioni San Paolo

Ascolta e Medita Novembre 2017Questo mese è stato curato da: Rossella e Davide Salvetti Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Sabato 4 novembre 2017
Rm 11, 1-2a.11-12.25-29; Sal 93
Vangelo secondo Luca (14, 1.7-11)

Preghiera Iniziale


Beato l'uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura.
Poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore.
Se il Signore non fosse stato il mio aiuto,
in breve avrei abitato nel regno del silenzio.
Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.

(Salmo 93)


Ascolta Vangelo


Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».


Medita


Il brano di Vangelo di oggi segue quello meditato ieri, in cui con la guarigione in giorno di sabato Gesù insegna ai farisei che lo mettono alla prova il primato della misericordia sulla legge. Gesù non si lascia mettere a disagio dall'esame dei farisei, ma anzi approfitta del comportamento degli invitati per tenere una lezione importante, che ritroveremo anche nel brano di domani: chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. I farisei attuano una osservanza spesso solo formale delle leggi di Dio, non hanno compreso il suo messaggio di amore, che già nell'Antico Testamento è presente e trova compimento con Gesù. Nella lettera ai Romani, che la liturgia di oggi ci propone alla riflessione, l'Apostolo ci ricorda che Israele è il popolo che Dio ha scelto e che non sarà ripudiato: «Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili» (Rm 11, 29). Quanto risultano consolanti queste parole! La storia dell'alleanza di Dio con Israele può essere letta come la storia di Dio con ciascuno di noi, e tutte le cadute di Israele sono un po' le nostre cadute. Attraverso le Sacre Scritture, conosciamo le vicende del popolo che Dio ha scelto e amato, con tutte le sue debolezze, che ha guidato e accompagnato nella prosperità e nelle avversità. È una storia di fedeltà e di infedeltà: la fedeltà di Dio, che mantiene ogni sua promessa, che ci è sempre accanto, che ci sostiene e ci protegge. E la nostra infedeltà, noi che non sappiamo abbandonarci fino in fondo, che opponiamo resistenza, che non ci fidiamo abbastanza, che, con il nostro egoismo e la nostra chiusura, impediamo il pieno realizzarsi dell'azione di grazia di Dio. Ma è anche la storia di piccoli grandi atti di fede, di piccoli grandi Sì pronunciati con amore. Il Sì di Maria, il più grande di tutti, ma anche i Sì dei tanti santi e martiri che hanno fatto della loro vita un inno di lode a Dio. E anche i Sì che ciascuno di noi, nella propria debolezza, riesce a pronunciare e di cui Dio si serve per fare cose grandi.


Per Riflettere e Preghiera Finale


La storia dell'Alleanza testimonia che Dio non abbandona nell'errore. Pur nel rispetto della libertà dell'uomo, Dio non ci lascia soli, ci prende per mano e ci indica con amore e pazienza la strada della vita. Riusciamo a far nostra questa immagine di Dio? Ci lasciamo guidare dalla sua Parola?


L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre.






 


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