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SABATO 21
Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (20,27-40)
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Ascolta
Gli si avvicinarono poi
alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la
risurrezione, e gli posero questa domanda: "Maestro,
Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un
fratello che ha moglie, ma senza figli, suo
fratello si prenda la vedova e dia una
discendenza al proprio fratello. C'erano dunque
sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie,
morì senza figli. Allora la prese il secondo e
poi il terzo e così tutti e sette; e morirono
tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la
donna morì. Questa donna dunque, nella
risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti
e sette l'hanno avuta in moglie". Gesù
rispose: "I figli di questo mondo prendono
moglie e prendono marito; ma quelli che sono
giudicati degni dell'altro mondo e della
risurrezione dai morti, non prendono moglie né
marito; e nemmeno possono più morire, perché
sono uguali agli angeli e, essendo figli della
risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti
risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito
del roveto, quando chiama il Signore: Dio di
Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché
tutti vivono per lui". Dissero allora alcuni
scribi: "Maestro, hai parlato bene". E
non osavano più fargli alcuna domanda.
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Il mese di Novembre è stato
interamente curato da: Barabara Pandolfi |
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Medita
È in questo contesto,
insieme profetico e apocalittico, che Gesù viene
messo alla prova. Dopo la decisione di ucciderlo
da parte del Tempio, anche i sadducei (i "nobili"
del tempo), provano a sfidarlo. Essi, infatti, a
differenza dei farisei, non credevano alla
risurrezione dei morti, che d'altra parte non era
così esplicita nell'Antico Testamento.
La domanda dei sadducei, parte da una teoria
classica: se esiste la resurrezione di chi è
moglie la donna che ha avuto sette mariti e li ha
sposati in osservanza della legge di Mosè, circa
il levirato.
Sullo stesso piano è la risposta di Gesù, il
quale, da una parte, utilizza i testi dell'Antico
Testamento, dall'altro apre uno spiraglio sul
futuro dell'uomo, che rende senza significato la
domanda dei sadducei, ponendo le basi di una
relazione nuova.
Dio è Dio dei vivi. Questa affermazione di Gesù
ci sostiene nella fede, nella certezza che Dio
vuole la nostra vita e non la nostra morte.
Per tutta la Scrittura, Egli si presenta come il
Dio della vita, tanto che anche la sua
benedizione è fonte di fecondità
È su questa promessa che anche l'Antico
Testamento si è aperto, progressivamente, alla
speranza di una vita piena per l'uomo, che ora
trova in Cristo il suo compimento sorprendente e
pieno.
Ma la resurrezione rimarrà sempre elemento
discriminante per la fede, perché se Cristo non
fosse risorto, dice Paolo, vana sarebbe la nostra
fede.
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Per
Riflettere |
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Cosa è per noi la speranza?
Come immaginiamo la vita che ci sarà donata in
pienezza?

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