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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





SABATO 21 Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (20,27-40)




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Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda: "Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie". Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui". Dissero allora alcuni scribi: "Maestro, hai parlato bene". E non osavano più fargli alcuna domanda.



Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


È in questo contesto, insieme profetico e apocalittico, che Gesù viene messo alla prova. Dopo la decisione di ucciderlo da parte del Tempio, anche i sadducei (i "nobili" del tempo), provano a sfidarlo. Essi, infatti, a differenza dei farisei, non credevano alla risurrezione dei morti, che d'altra parte non era così esplicita nell'Antico Testamento.
La domanda dei sadducei, parte da una teoria classica: se esiste la resurrezione di chi è moglie la donna che ha avuto sette mariti e li ha sposati in osservanza della legge di Mosè, circa il levirato.
Sullo stesso piano è la risposta di Gesù, il quale, da una parte, utilizza i testi dell'Antico Testamento, dall'altro apre uno spiraglio sul futuro dell'uomo, che rende senza significato la domanda dei sadducei, ponendo le basi di una relazione nuova.

Dio è Dio dei vivi. Questa affermazione di Gesù ci sostiene nella fede, nella certezza che Dio vuole la nostra vita e non la nostra morte.
Per tutta la Scrittura, Egli si presenta come il Dio della vita, tanto che anche la sua benedizione è fonte di fecondità
È su questa promessa che anche l'Antico Testamento si è aperto, progressivamente, alla speranza di una vita piena per l'uomo, che ora trova in Cristo il suo compimento sorprendente e pieno.
Ma la resurrezione rimarrà sempre elemento discriminante per la fede, perché se Cristo non fosse risorto, dice Paolo, vana sarebbe la nostra fede.



Per Riflettere

Cosa è per noi la speranza?
Come immaginiamo la vita che ci sarà donata in pienezza?



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