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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





GIOVEDÌ 19 Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (19,41-44)
   



Ascolta


Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata".



Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Barabara Pandolfi



Medita


Gesù è giunto, finalmente, davanti a Gerusalemme, la città santa, la città amata da Dio, scelta da lui come sua dimora.
Per comprendere il pianto di Gesù è necessario ripercorrere le pagine dell'Antico Testamento, poiché Gerusalemme è simbolo, un segno per tutte le genti, è la sposa, la terra benedetta e feconda, ma insieme è la città che non ascolta la voce di Dio, distrutta e saccheggiata per le sue infedeltà, conquistata e dominata, profanato il Tempio da popoli pagani.
Ora Gesù piange, non per sé ma per lei, perché sa che la chiusura del suo cuore porterà ancora distruzione.
La pace è, nella Scrittura, la pienezza di tutti i doni messianici. Gerusalemme non riconosce questo tempo che è il tempo di Gesù, la sua venuta. Proprio in lei, città dell'attesa e del compimento, Gesù verrà ucciso come i profeti dell'Antico Testamento.

Il testo ha un riferimento storico, eppure sono parole vive e attuali anche per noi che ci diciamo cristiani. Sono un invito a riconoscere la presenza di Dio e ad accoglierla.
Può capitare, infatti, che proprio chi crede di osservare la Parola e i comandi di Dio, di essere al suo servizio ... si chiuda nei suoi schemi e non riesca a riconoscere la novità dell'irruzione di Dio nella sua vita e nella sua storia.
Luca ci ripete più volte questa idea, mettendoci in guardi da questo rischio che è capitato al re Erode, quando Gesù nasce, agli abitanti da Nazareth, ai parenti di Gesù, ai capi religiosi del popolo...
Talvolta crediamo di sapere tutto su Dio, di sapere come si muove (o meglio di pensare come si dovrebbe muovere) e non ci lasciamo sorprendere, emozionare, appassionare.



Per Riflettere

Come Dio mi sorprende?
Come agisce nella mia vita e nella storia?


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