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GIOVEDÌ 19
Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (19,41-44) |
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Ascolta
Quando fu vicino, alla
vista della città, pianse su di essa, dicendo:
"Se avessi compreso anche tu, in questo
giorno, la via della pace. Ma ormai è stata
nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in
cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti
circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;
abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non
lasceranno in te pietra su pietra, perché non
hai riconosciuto il tempo in cui sei stata
visitata".
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Il mese di Novembre è stato
interamente curato da: Barabara Pandolfi |
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Medita
Gesù è giunto,
finalmente, davanti a Gerusalemme, la città
santa, la città amata da Dio, scelta da lui come
sua dimora.
Per comprendere il pianto di Gesù è necessario
ripercorrere le pagine dell'Antico Testamento,
poiché Gerusalemme è simbolo, un segno per
tutte le genti, è la sposa, la terra benedetta e
feconda, ma insieme è la città che non ascolta
la voce di Dio, distrutta e saccheggiata per le
sue infedeltà, conquistata e dominata, profanato
il Tempio da popoli pagani.
Ora Gesù piange, non per sé ma per lei, perché
sa che la chiusura del suo cuore porterà ancora
distruzione.
La pace è, nella Scrittura, la pienezza di tutti
i doni messianici. Gerusalemme non riconosce
questo tempo che è il tempo di Gesù, la sua
venuta. Proprio in lei, città dell'attesa e del
compimento, Gesù verrà ucciso come i profeti
dell'Antico Testamento.
Il testo ha un riferimento storico, eppure sono
parole vive e attuali anche per noi che ci
diciamo cristiani. Sono un invito a riconoscere
la presenza di Dio e ad accoglierla.
Può capitare, infatti, che proprio chi crede di
osservare la Parola e i comandi di Dio, di essere
al suo servizio ... si chiuda nei suoi schemi e
non riesca a riconoscere la novità dell'irruzione
di Dio nella sua vita e nella sua storia.
Luca ci ripete più volte questa idea, mettendoci
in guardi da questo rischio che è capitato al re
Erode, quando Gesù nasce, agli abitanti da
Nazareth, ai parenti di Gesù, ai capi religiosi
del popolo...
Talvolta crediamo di sapere tutto su Dio, di
sapere come si muove (o meglio di pensare come si
dovrebbe muovere) e non ci lasciamo sorprendere,
emozionare, appassionare.
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Per
Riflettere |
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Come Dio mi sorprende?
Come agisce nella mia vita e nella storia?

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