 |
DOMENICA 8
Novembre 2009
Vangelo secondo Marco (12,38-44) |
| |
|
|
|
Ascolta
Gesù [nel tempio] diceva
alla folla nel suo insegnamento: "Guardatevi
dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe
vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i
primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei
banchetti. Divorano le case delle vedove e
pregano a lungo per farsi vedere. Essi
riceveranno una condanna più severa".
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la
folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne
gettavano molte.
Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due
monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a
sé i suoi discepoli, disse loro: "In
verità io vi dico: questa vedova, così povera,
ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
Tutti infatti hanno gettato parte del loro
superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha
gettato tutto quello che aveva, tutto quanto
aveva per vivere".
|
 |
Il mese di Novembre è stato
interamente curato da: Barabara Pandolfi |
|
|
Medita
Gesù non ama le apparenze
vuote, ipocrite, capaci solo di far sembrare l'uomo
ciò che non è realmente, nel cuore e nella vita.
Qui la contrapposizione è forte.
Da una parte gli scribi e le folle, dall'altra
una povera vedova.
Gettare denaro nel tesoro del tempio, procurava
rumore, chi osservava poteva così capire se uno
dava molto o poco. Era, insomma, un altro modo di
apparire.
La situazione di una vedova al tempo dei profeti
e di Gesù era quella della povertà per
antonomasia: senza beni perché le donne non
ereditavano e non lavoravano per salario, senza
protezione, quasi senza diritti.
Proprio questa donna, povera e vedova, dà non
"l'apparenza", ma la sostanza, offre,
così, col denaro, la sua stessa vita (sopravvivenza)
e si affida a Dio.
Dio che vede il cuore e conosce i pensieri
segreti dell'uomo, non ha bisogno delle nostre
apparenze, ma della sostanza della fede e della
vita. Non importa quanto povera sia la nostra
condizione, non importa il peccato, ma la
generosità nel donare tutto, nel credere che Dio
è il Padre che si prende cura di noi.
Affidarsi in fondo, non significa altro che avere
fede. Con Giacomo potremmo dire che la fede si
riconosce anche da questo, dalla nostra
disposizione a vivere affidati alle mani del
Padre.
|
 |
Per
Riflettere |
|
|
In chi o in che cosa ho posto la mia fiducia?
Come essere "generoso" con Dio?

|
| |
|
|