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SABATO 7
Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (16,9-15) |
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Ascolta
In quel tempo, Gesù disse
ai suoi discepoli: "Procuratevi amici con la
disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a
mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è
fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi
è disonesto nel poco, è disonesto anche nel
molto. Se dunque non siete stati fedeli nella
disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera?
E se non siete stati fedeli nella ricchezza
altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o
odierà l'uno e amerà l'altro oppure si
affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non
potete servire a Dio e a mammona". I farisei,
che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte
queste cose e si beffavano di lui. Egli disse:
"Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini,
ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che è
esaltato fra gli uomini è cosa detestabile
davanti a Dio".
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Il mese di Novembre è stato
interamente curato da: Barabara Pandolfi |
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Medita
Il primo versetto che la
liturgia ci presenta, oggi, ci offre una chiave
di lettura sul testo che abbiamo meditato ieri.
Ma nella divisione del testo scelta dalla chiesa,
l'accento è posto oggi sulla fedeltà del
discepolo. Una fedeltà che si misura anche sull'uso
delle ricchezze, riprendendo un tema caro all'evangelista
Luca. Il discepolo, a servizio del Regno, è
posto, così, chiaramente di fronte a una scelta:
o Dio o mammona. Il contrasto appare ancora più
forte se pensiamo che al tempo di Gesù la
ricchezza era considerata uno dei segni della
benedizione e del favore di Dio. In questo senso
i farisei "sono attaccati al denaro" ,
come segno che credono di aver compreso di Dio e
si beffano di Gesù, chiusi ad ogni
interpretazione nuova che sconvolga i loro schemi.
Certo nessuno di noi si "beffa" di
Gesù a parole, eppure il tema del testo
evangelico di oggi è un testo esigente, che ci
chiama in causa nel nostro rapporto con l'uso dei
beni, con la ricchezza esteriore e interiore. Se
siamo sinceri, forse, dobbiamo ammettere che il
denaro, il benessere materiale, esercita su di
noi un certo potere, rimane una tentazione. Forse
anche noi siamo tentati di pensare che Dio debba
far andare bene le cose per quelli che cercano di
servirlo. Nel contesto della cultura odierna e di
fronte alla povertà di tanti fratelli e sorelle
e di interi popoli non possiamo forse, esimerci
da una riflessione ulteriore sul testo biblico e
sulla nostra vita. Dio conosce i nostri cuori,
lui che ci scruta fino in fondo, non per
giudicarci, ma per chiamarci a conversione.
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Per
Riflettere |
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Come mettiamo i nostri beni, le nostre risorse a
servizio del Regno?

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