 |
MARTEDÌ 3
Novembre 2009
Vangelo secondo Luca (14,15-24) |
| |
|
|
|
Ascolta
In quel tempo, uno dei
commensali disse a Gesù: "Beato chi
mangerà il pane nel regno di Dio!".
Gesù rispose: "Un uomo diede una grande
cena e fece molti inviti. All'ora della cena,
mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite,
è pronto. Ma tutti, all'unanimità, cominciarono
a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo
e devo andare a vederlo; ti prego, considerami
giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque
paia di buoi e vado a provarli; ti prego,
considerami giustificato. Un altro disse: Ho
preso moglie e perciò non posso venire. Al suo
ritorno il servo riferì tutto questo al padrone.
Allora il padrone di casa, irritato, disse al
servo: Esci subito per le piazze e per le vie
della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi
e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto
come hai ordinato, ma c'è ancora posto. Il
padrone allora disse al servo: Esci per le strade
e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la
mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di
quegli uomini che erano stati invitati assaggerà
la mia cena".
|
 |
Il mese di Novembre è stato
interamente curato da: Barabara Pandolfi |
|
|
Medita
Riprendendo una suggestiva immagine dell'Antico
Testamento, il Regno dei cieli è paragonato a un
banchetto, al quale sono invitati per primi,
tutto gli israeliti, il popolo che Dio ha scelto
e ha eletto, come primizia di tutti i popoli.
La parabola, che la liturgia ci invita a meditare,
ci presenta, però, un capovolgimento
interessante: gli invitati ritenuti "degni",
scelti e avvisati da tempo, di fatto non
partecipano alla cena, mentre coloro che
sembrerebbero non adatti, non degni di
partecipare, sconosciuti allo stesso padrone,
riempiono la sua casa e assaggiano la sua cena.
Non c' è spazio per nessun giudizio. Ciascuno è
invitato a verificare la propria vita.
È chiaro che Luca non scrive solo per
sottolineare un evento passato, ma per
evidenziare, da un lato, la chiamata di Dio per
tutti e, dall'altro sottolineare che le
differenze sono abbattute dalla misericordia del
Signore. Non c'è più distinzione tra degno e
indegno, puro e impuro, sano e malato. Il
giudizio, che anche noi siamo tentati di dare
nella chiesa, non è corretto. Ciò che fa la
differenza è rispondere, così come siamo, all'invito
che il Signore ci rivolge per partecipare al
banchetto del suo Regno. La parabola sembra dirci
che chi ha più fame, chi è più provato dalla
vita ... è pronto ad andare. Forse non a caso,
il testo si apre con un richiamo alle beatitudini.
|
 |
Per
Riflettere |
|
|
Siamo tentati di giudicare secondo una logica
umana?
Quanto i nostri "affari" ci occupano il
cuore?

|
| |
|
|