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DOMENICA 1
Novembre 2009
Vangelo secondo Matteo (5,1-12) |
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Ascolta
In quel tempo, vedendo le
folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e
si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a
parlare e insegnava loro dicendo:
"Beati i poveri in spirito, perché di essi
è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno
consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la
terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della
giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno
misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno
chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di
essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta
di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la
vostra ricompensa nei cieli".
Così infatti hanno perseguitato i profeti prima
di voi.
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Il mese di Novembre è stato
interamente curato da: Barabara Pandolfi |
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Medita
Matteo raggruppa la predicazione di
Gesù in cinque grandi discorsi. Il primo
evangelista ci presenta così Gesù come il nuovo
Mosè. Il testo di oggi si colloca nel primo di
questi discorsi, quasi a presentare tutto il
messaggio del Signore.
Le "beatitudini" ci invitano, infatti,
a contemplare Cristo: il povero, il mite, il
perseguitato per la giustizia ... e a seguirlo
come discepoli, primizia del nuovo popolo di Dio
e del suo Regno. Il testo si conclude con un
invito più direttamente rivolto ai discepoli;
con un "voi" esplicito che ci porta
alla nostra vita e alla nostra storia,
ricordandoci che il destino del discepolo non è
quello di vincere o di ottenere consenso, ma
quello di seguire il Maestro, di patire perché
il Regno si compia.
Non a caso la liturgia di questo giorno ci invita
a meditare il testo delle beatitudini, un testo
sconvolgente se prestiamo attenzione alle parole,
al di là della familiarità che abbiamo con
questa pagina evangelica. Insieme, però, questo
è anche un testo "ordinario", perché
riassume tutta la logica evangelica, che Maria
aveva cantato nel suo Magnificat, ripercorrendo
interamente la storia biblica. E' la prospettiva
di Dio che esalta gli umili e abbatte i potenti
dai troni, che rende feconda la sterile, che
libera e sceglie un popolo schiavi ...
Accogliere questa parola nella vita è diventare
discepoli, persone che vivono e si santificano
nel mondo (non nonostante il mondo, ma attraverso
il mondo), ma non sono del mondo, non si lasciano
possedere dalla sua logica, perché hanno un
unico Signore: Dio e accolgono la logica nuova
del suo Regno.
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Per
Riflettere |
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Che cosa ci sconvolge di più di questa pagina
evangelica? Chi consideriamo, nel contesto
attuale, "felici," "beati"?

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