Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Venerdì 30 marzo 2018
Is 52, 13-53, 12; Sal 30; Eb 4, 14-16;5, 7-9
Vangelo secondo Giovanni (18, 1-19, 42)
Venerdì Santo

Santo del Calendario di Oggi:
30 Marzo - San Giovanni Climaco abate




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Preghiera Iniziale


Salvami, o Dio: l'acqua mi giunge alla gola.
Affondo in un abisso di fango, non ho nessun sostegno;
sono caduto in acque profonde e la corrente mi travolge.
Sono sfinito dal gridare, la mia gola è riarsa;
i miei occhi si consumano nell'attesa del mio Dio.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.
Non nascondere il volto al tuo servo;
sono nell'angoscia: presto, rispondimi!
(Salmo 68)



Ascolta Vangelo


Riportiamo solo uno breve pezzo della Passione secondo Giovanni

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Medita


Le ultime ore di un condannato a morte. Siamo forse così assuefatti a questo racconto, naturalmente collocato dalla parte del condannato, che è il protagonista dei Vangeli, da perderci la contraddizione a cui normalmente ci troviamo di fronte a situazioni di ingiustizia—vera o creduta tale—, per cui vorremmo che l'intervento forte di un qualche potere ripristini l'ordine turbato, spazzando via il colpevole. Ci sembra impossibile ritrovarci dalla parte di chi aderisce alla condanna di questo innocente e ci commuove il dolore—fisico e mentale—che avvolge Gesù, la madre, le poche persone rimaste vicine a lui nei minuti di agonia sulla croce. Eppure alla fine la condanna, fortemente voluta dal potere del tempio, ha trovato l'acquiescenza del potere romano, il consenso di folle di occasione, la mano d'opera di militari avvezzi a non dare troppo valore alla vita di chi è dalla parte sbagliata; ed è difficile capire dove ci saremmo trovati noi allora.
Sicuramente Pilato ha pensato anche a noi, situati in altri tempi e in altre parti del mondo, scrivendo le motivazioni della condanna non solo in ebraico, ma anche in greco e latino. Ha voluto inconsapevolmente riconoscere il rilievo universale di una regalità che non è più solo una faccenda riservata al popolo della prima promessa. E ci ha posto di fronte, in una lingua “nostra”, lo scandalo di un re senza truppe, capo di un regno incomprensibile collocato al di fuori del mondo e annunciato con coraggio al limite della follia.
Sicuramente chi racconta, giovane accanto a una madre straziata per la perdita così assurda del figlio, ha pensato anche a noi ricordando le parole di Gesù morente, sicuramente rimaste impresse per sempre nel suo cuore, che gli donava la madre, instaurando una nuova relazione in cui anche noi ora ci sentamo inclusi, autorizzati a rivolgerci a lei, a chiederle una preghiera, un'ultima raccomandazione, adesso e nell'ora estrema, quando sarà.
Sicuramente Gesù, con il sapore aspro dell'aceto sulle labbra e sentendo avvicinarsi la morte a conclusione di un'agonia solitamente riservata agli schiavi meritevoli della condanna capitale, ha pensato a noi dichiarando conclusa la sua missione. Nessuno potrà essere così solo, così maltrattato, così sofferente, così privo di dignità, da sentirsi escluso dal suo abbraccio, da non potere ritrovare in lui, oggi morente, una speranza di salvezza.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Questa sera il tabernacolo è vuoto, la croce è nuda, chiuso il sepolcro, gli altari desolati, ma la Messa continua sugli ignoti calvari dove ogni picco, ogni greto, ogni proda è un tabernacolo, un altare, una croce… Sono venuto per vedere e mi trovo inchiodato… ogni tentativo di fuga mi è impossibile questa sera. Cristo mi fa uomo con lui, come lui, uomo di dolore, uomo di offerta. (Don Primo Mazzolari)


Guardando la croce,
vedrete che Gesù ha le braccia aperte, perché vuole abbracciarvi;
ha il capo piegato, perché vuole baciarvi;
ha il cuore sanguinante, perché vuole accogliervi.
Quindi, quando vi sentite soli e spiritualmente poveri, guardate la croce:
il dolore, la sofferenza, l'umiliazione, il dispiacere, la solitudine,
altro non sono che occasioni per essere solidali con chi, come voi,
si sente solo, sofferente o abbandonato.
(Madre Teresa di Calcutta)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

Cristo sommo sacerdote

Nei sacrifici delle vittime materiali che la stessa santa Trinità, Dio unico del Nuovo e dell’Antico Testamento, comandava le venissero offerti dai nostri padri, era significato, dono molto gradito, quel sacrificio, con cui il solo Dio Figlio, con infinita misericordia avrebbe offerto se stesso secondo la carne per noi.
Egli è il vero sommo sacerdote il quale, per noi, entrò una sola volta nel santuario non con il sangue dei tori o dei capri, ma con il suo sangue. E questo, nei tempi antichi, stava a indicare quel sommo sacerdote che con il sangue entrava una volta all’anno nel Santo dei santi.
Egli è dunque colui che in sé solo offrì tutto quello che sapeva sarebbe stato necessario per il compimento della nostra redenzione, egli che è insieme sacerdote e sacrificio, Dio e tempio:
sacerdote, mediante il quale siamo riconciliati; sacrificio, per mezzo del quale siamo riconciliati; tempio nel quale siamo riconciliati; Dio al quale siamo riconciliati.

Fulgenzio di Ruspe, La fede in Pietro 22,62



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