Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Giovedì 29 marzo 2018
Es 12, 1-8.11-14; Sal 115; 1Cor 11, 23-26
Vangelo secondo Giovanni (13, 1-15)
Giovedì Santo

Santo del Calendario di Oggi:
29 Marzo - San Secondo martire




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Preghiera Iniziale


Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme;
se contro di me si scatena una guerra, anche allora ho fiducia.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
(Salmo 26)



Ascolta Vangelo


Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Medita


Li amò fino alla fine. In queste cinque parole Giovanni riassume il dramma della conclusione dell'esperienza terrena di Gesù e ci tramanda la propria esperienza personale, quella di chi, dal giorno della chiamata, dall'inizio di quell'avventura straordinaria, ha capito cosa significa essere amati. Cosa ci vuole dire? Sicuramente che i passaggi che attendono Gesù e che lo porteranno alla condanna e alla morte sono un atto profondo di amore per i suoi, che restano nel mondo e che dovrebbero trovarvi segni definitivi—come lo è la morte e la vita oltre la morte—di fedeltà e speranza.
Ma forse il tempo “fino alla fine” di cui parla Giovanni non si limita ai pochi giorni che vanno da quella sera alla morte di Gesù. Nel racconto che segue è fissato il ricordo dei gesti che Gesù ha voluto compiere proprio durante quella cena e che si sono impressi nella memoria. Non più parole, esortazioni, spiegazioni, ma gesti semplici, dalla spiegazione non immediata ma sicuramente coinvolgenti e di grande valore simbolico, lasciati come testamento e dono estremo, nella prospettiva di un prossimo addio.
Gesù, con serietà, di fronte ai suoi che immaginiamo perplessi, compie un gesto semplice di servizio e di estrema umiltà. Lavare i piedi, un gesto riservato ai servi e ora fatto dal “leader” indiscusso del gruppo, diviene simbolo dell'attenzione per l'altro, del prendersi cura dei suoi bisogni, della gratuità nelle relazioni.
Non è fare il bagno—come spiega Gesù a un Pietro disorientato—, perché il “bagno” gli uomini liberi se lo fanno da soli: nessuno può sostituirsi a un altro nella ricerca del Regno, ma tutti, se camminiamo, ci sporchiamo continuamente i piedi.
Allora, per Giovanni e per tutti i discepoli, la fine dell'amore di Gesù diviene anche la fine della propria vita, quando gli occhi si chiuderanno dopo aver sperimentato l'amore e la cura reciproca. E diviene la fine del tempo, quando il Dio del regno promesso sarà tutto in tutti.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Con il suo gesto Gesù rende visibile la logica—di amore e di servizio, di dono—che ha guidato tutta la sua esistenza, che esprime la sua dignità e la sua filiazione divina: è servendo e donandosi che il Cristo si rende disponibile nelle mani del Padre, divenendone l'immagine e la trasparenza. (Bruno Maggioni)

Gesù, vieni, ho i piedi sporchi.
Per me fatti servo, versa l'acqua nel bacile; vieni, lavami i piedi.
Lo so, è temerario quel che ti dico, ma temo la minaccia delle tue parole:
«Se non ti laverò, non avrai parte con me».
Lavami dunque i piedi, perché abbia parte con te.
(Origene)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

Per superare le tentazioni

Con l’aiuto della misericordia del Signore Dio nostro, le tentazioni del secolo, le insidie del diavolo, le lusinghe della carne, le turbolenze di questi tempi burrascosi, come ogni avversità sia corporale sia spirituale, vanno superate mediante le elemosine, i digiuni e le preghiere.
Anche se queste pratiche debbono fervere nel cristiano per tutta la vita, massimamente nell’approssimarsi della solennità della Pasqua che con il suo ritorno annuale anima i nostri cuori rinnovando in essi il salutare ricordo del Signore nostro, l’unigenito Figlio di Dio, il quale ci donò misericordia, digiunò e pregò per noi.
«Elemosina », infatti, nella lingua greca significa misericordia. E quale più grande misericordia poteva essere riservata a degli infelici che vedere il Creatore della terra rivestire un corpo di terra?

Agostino d’Ippona, Sermone 207,1



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