Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Mercoledì 28 marzo 2018
Is 50, 4-9a; Sal 68
Vangelo secondo Matteo (26, 14-25)
Mercoledì Santo

Santo del Calendario di Oggi:
28 Marzo - San Gontrano re




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Preghiera Iniziale


Se mi avesse insultato un nemico, l'avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me un avversario, da lui mi sarei nascosto.
Ma tu, mio compagno, mio intimo amico,
legato a me da dolce confidenza!
Camminavamo concordi verso la casa di Dio.
Io invoco Dio e il Signore mi salva.
Di sera, al mattino, a mezzogiorno vivo nell'ansia e sospiro,
ma egli ascolta la mia voce; in pace riscatta la mia vita
da quelli che mi combattono: sono tanti i miei avversari.
(Salmo 54)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».

Medita


Un altro testimone, Matteo, ci presenta gli stessi fatti narrati da Giovanni, accaduti durante l'ultima cena di Gesù con i suoi, prima dell'arresto. Il racconto è più asciutto, e ricostruisce l'antefatto che porterà all'arresto e alla condanna del maestro. Giuda, il cassiere del gruppo di cui Giovanni aveva detto che “era un ladro”, si è accordato con i potenti del tempio per facilitare l'individuazione di Gesù in una situazione controllata, e permetterne l'arresto senza il rischio di una sollevazione di folla. Nel racconto di Matteo, che pure conosceva bene il potere di attrazione del denaro, l'accordo è parte di una transazione del valore di trenta monete d'argento. Inevitabile anche per noi chiederci—come se esistesse una soglia per quantificare il valore della vita e della fedeltà—quanto siano quei soldi. Matteo stesso ci dà indirettamente la risposta, poco dopo, raccontando della disperazione di Giuda e di come quei soldi finiscano poi nell'acquisto di un terreno per le sepolture degli stranieri, per neutralizzare quanto più possibile il potere di contaminazione di quei denari, in termini di sangue e morte.
È difficile capire se fu effettivamente la bramosia di denaro—quanto ne occorreva per l'acquisto di un terreno “non edificabile”—a spingere Giuda, uno dei dodici, a un passo così estremo, che in ogni caso sanciva la fine tragica di una lunga esperienza coinvolgente e delle speranze che ne erano scaturite. Matteo riporta i dialoghi della cena, senza soffermarsi sullo stato d'animo di un Gesù che, durante il pasto, annuncia la propria fine e la responsabilità in questa di uno degli amici e commensali. E appare quasi ingenua la domanda che ciascuno, fattosi triste, pone al maestro, come se fosse possibile tradire inconsapevolmente, e poi straordinariamente dura la profezia di Gesù sull'artefice del tradimento.
Vorremmo capire meglio quali siano le conseguenze interiori di quanto Giuda ha pensato e fatto—oltre a quelle concrete di una diretta responsabilità nella cattura e nella morte di Gesù—e in cosa consistano i guai minacciati, ma nella prosa di Matteo non troviamo risposte. C'è un'eco forse della convinzione che bene e male trovino un riscontro immediato, in un premio o in una punizione eclatante, o più semplicemente la scoperta che non si può sopravvivere all'uccisione della speranza e dell'amore.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Guardando Gesù nella sua passione, noi vediamo come in uno specchio le sofferenze dell'umanità e troviamo la risposta divina al mistero del male, del dolore, della morte. […] E Gesù prende tutto questo male, tutta questa sofferenza su di sé. Questa settimana farà bene a tutti noi guardare il crocifisso, baciare le piaghe di Gesù, baciarle nel crocifisso. Lui ha preso su di sé tutta la sofferenza umana, si è rivestito di questa sofferenza. (Papa Francesco, 16 aprile 2014)


Tu, Signore Gesù, vieni tradito e rinnegato proprio da chi ti è stato più vicino,
da chi ha visto con i suoi occhi tutto il bene che hai compiuto,
da chi ha sperimentato che le tue parole sono vera vita.
Perdonaci se, a volte, siamo anche noi tra quei discepoli,
se ti consideriamo solo quando ne abbiamo bisogno,
se ti facciamo tante belle promesse e poi,
di fronte a certi interessi umani o per timore di che cosa
potranno pensare e dire gli altri, ci tiriamo indietro,
dimenticando quanto Tu ci ami. Perdonaci, Signore!
(Massimo Lovera)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

Il misericordioso Amico dell’uomo

Signore, tu fosti presentato al tribunale per essere giudicato da Pilato, ma non cessasti di sedere in trono col Padre e, risorto dai morti, liberasti il mondo dalla schiavitù del nemico, tu misericordioso Amico dell’uomo. Signore, anche se i giudei ti deposero come morto nel sepolcro, però come Re dormiente i soldati ti facevano la guardia, e ti sigifiarono con un sigillo come tesoro di vita; ma tu risorgesti e concedesti l’immortalità alle anime nostre.
Signore, come arma contro il diavolo tu ci hai dato la tua croce; infatti egli trema e teme non potendo guardare la potenza; perché risuscita i morti e annienta la morte; per questo veneriamo la tua tomba e la tua risurrezione. Il tuo angelo, o Signore, che annunziò la risurrezione, spaventò la guardia, ma parlò alle donne dicendo: perché cercate il Vivente fra i morti? E risorto, perché è Dio, e ha donato la vita a tutta la terra.

Giovanni Damasceno, Ochtoéchos, VIII



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