Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Martedì 27 marzo 2018
Is 49, 1-6; Sal 70
Vangelo secondo Giovanni (13, 21-33.36-38)
Martedì Santo

Santo del Calendario di Oggi:
27 Marzo - San Ruperto vescovo




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Preghiera Iniziale


Beato l'uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.
Anche l'amico in cui confidavo,
che con me divideva il pane,
contro di me alza il suo piede.
Ma tu, Signore, abbi pietà, rialzami,
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi vuoi bene:
se non trionfa su di me il mio nemico.
Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
(Salmo 40)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto».
Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».

Medita


Gesù è profondamente turbato. Giovanni ci presenta questa confessione del maestro in una occasione apparentemente serena. Non ci sono avversari animosi, situazioni di conflitto o violenza. Siamo a cena, tra amici. Molti pensano alla festa imminente, e anche se sanno dell'odio scatenato dal potere del tempio, nelle loro parole non troviamo eco del dramma che si sta svolgendo, non hanno capito. Gesù spiega: il male non è fuori, tenuto a distanza dalle mura del cenacolo che separano i cattivi dai buoni; il male è con noi e dentro di noi, e porta turbamento accorgersi che chi abbiamo vicino, chi amiamo, chi divide con noi l'entusiasmo e la fatica di un progetto di vita, ci mostra in realtà solo una facciata ormai senza verità, e ha il cuore altrove. Gesù si confessa uomo e fratello anche nello sperimentare il dolore del tradimento. È notte.
Giovanni, il giovane che ha trovato la definizione di sé nell'amore di Gesù, e Pietro, la guida del gruppo, chiedono; intuiscono dal dialogo con Giuda, il cassiere, che qualcosa è accaduto o accadrà. Gesù prova ancora a spiegare, ma le parole sono dure da capire e accettare. C'è una parte della missione del Figlio dell'uomo che lo vedrà solo, dove non ci saranno compagni, né seguaci; dove trovare la gloria, essere innalzati, vorrà dire guardare il mondo dall'alto di una croce.
La protesta di Pietro e la sua veemente professione di fiducia—darò la vita per te—non allentano la durezza della situazione: Pietro, nello slancio emotivo, non ha fatto i conti con la sua fragilità, e con la difficoltà di tenere fede a un impegno troppo alto quando subentrano fatica e paura. Il dialogo si chiude con il dono di una profezia dolorosa di abbandono, che aiuterà l'impulsivo Pietro a sentire, piangendo amaramente, la voce vicina del maestro nel momento più buio, quando il gallo annuncerà che la notte sta per finire.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Può sembrarci tanto distante il modo di agire di Dio, che si è annientato per noi, mentre a noi pare difficile persino dimenticarci un poco di noi. Egli viene a salvarci; siamo chiamati a scegliere la sua via: la via del servizio, del dono, della dimenticanza di sé. Possiamo incamminarci su questa via soffermandoci in questi giorni a guardare il Crocifisso, è la “cattedra di Dio”. Rivolgiamo lo sguardo a Lui, chiediamo la grazia di capire almeno qualcosa di questo mistero del suo annientamento per noi; e così, in silenzio, contempliamo il mistero di questa Settimana. (Papa Francesco, 20 marzo 2016)


Gesù, tu hai permesso che Pietro passasse per tante paure,
così che risplendesse in lui la verità del Vangelo
che doveva manifestare agli altri.
Fa' che anche noi ci lasciamo amare da te in tutte le nostre prove.
Donaci di riconoscere la tua bontà,
di lasciarci conquistare dalla tua croce per conoscerti come tu sei,
cioè il Dio che ci ama, per poter con gioia
partecipare alla tua gloria e proclamarla agli altri.
(Carlo Maria Martini)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

La gioia nella speranza

Credo che il buon lottatore, una volta spogliatosi nello stadio della pietà, debba sopportare valorosamente le ferite infertegli dagli avversari, nella speranza della gloria che gli verrà dalla corona di vincitore.
Anche nei combattimenti ginnici coloro che si sono duramente allenati in palestra non si tirano indietro per il dolore delle ferite, ma si avventano sull’avversario, tutti presi dal desiderio di essere proclamati vincitori e sprezzanti delle fatiche presenti.
Così, chi è pieno di zelo, se incontra una qualche asperità, non offuschi la sua gioia. Infatti «la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude» (Rm 5,3-4).
Per cui, in un altro passo, lo stesso Paolo ci ordina di essere pazienti nella tribolazione e lieti nella speranza (Rm 12,12). La speranza dunque è quella che fa sì che la gioia abiti nell’animo dell’uomo virtuoso.

Basilio di Cesarea, Omelia sull’azione di grazie 3



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