Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Sabato 24 marzo 2018
Ez 37, 21-28; Ger 31, 10-12b.13
Vangelo secondo Giovanni (11, 45-56)

Santo del Calendario di Oggi:
24 Marzo - Santa Caterina di Svezia religiosa




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Preghiera Iniziale


Signore, è davanti a te ogni mio desiderio
e il mio gemito non ti è nascosto.
Tendono agguati quelli che attentano alla mia vita,
quelli che cercano la mia rovina tramano insidie
e tutto il giorno studiano inganni.
I miei nemici sono vivi e forti,
troppi mi odiano senza motivo:
mi rendono male per bene,
mi accusano perché cerco il bene.
Non abbandonarmi, Signore,
Dio mio, da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.
(Salmo 37)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».
Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui. In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».

Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

Medita


È sorprendente osservare come, nella storia dell'umanità, l'uomo abbia sempre preso le distanze da quanto è visto come ingiusto e cattivo, rivestendo ogni determinazione, anche quelle palesemente più lontane da ogni senso di giustizia, con motivazioni razionali, giustificazioni convincenti, teorie di supporto sofisticate, come lo sono state l'invenzione della razza o l'individuazione di finalità universali a cui sacrificare le singole persone. Il sinèdrio riveste l'odio maturato nei confronti del maestro venuto dalla Galilea con una sollecita preoccupazione per le sorti del popolo e della nazione. Le parole sembrano convincenti, anche se davvero qualche dubbio sull'interesse del potere imperiale per le vicende interne di quel popolo litigioso può sorgere legittimamente. La decisione—oggettivamente grave—di eliminare fisicamente Gesù appare la più naturale ed equa. Un male minore che salverà il popolo da sofferenze e distruzioni, e la cui implementazione risulta un dettaglio irrilevante: è tutto chiaro ormai, e se ci sarà un processo, sarà solo in ossequio alle forme e per non avere problemi con l'apparato di governo del potere occupante.
Giovanni, a posteriori, riesce a cogliere nelle parole di Caifa—profeta a sua insaputa—e nell'emissione del verdetto di morte una verità dolorosa e nascosta: la morte di Gesù sarà un gesto di amore e di salvezza, e abbatterà i confini della prima alleanza, aprendoli a tutti i figli di Dio.
Gesù, consapevole dell'atteggiamento di odio di cui era oggetto, si ritira con i suoi discepoli vicino al deserto; immaginiamo un percorso umano faticoso verso il compimento di una missione impegnativa che ora richiede scelte definitive e difficili, uno spazio di preghiera. Nella grande città che si avvia alle celebrazioni della Pasqua, sembra perduta nel popolo la memoria del passaggio dalla schiavitù d'Egitto alla libertà, e a proposito delle tante aspettative suscitate dal nuovo profeta, cercato per i segni compiuti e atteso per un qualche colpo di scena, è rimasta solo la curiosità di vedere come finirà la storia.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Come si fa a giustificare una violenza? È molto semplice: bisogna suscitare una paura più grande che giustifichi l'intervento di quella violenza. La paura dei Romani è una buona giustificazione per accettare di uccidere Gesù. È un brutto affare la paura perché tira fuori di noi il peggio. Chi ha paura è sempre manovrabile; forse sarà per questo che nella Bibbia è scritto 365 volte di “Non aver paura”, quasi a voler dire che per ogni giorno dell'anno Dio ci rassicura. Liberi dalla paura possiamo volare alto. (Don Luigi Maria Epicoco)


Madre del Signore,
tu che hai seguito Gesù nella sua Passione
e hai dolorosamente partecipato
a tutte le sue prove,
fa' che anche noi sappiamo parteciparvi con fede,
in verità e semplicità di cuore
per unirci alla gioia del Risorto.
(Carlo Maria Martini)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

Dobbiamo comportarci come figli della Chiesa

Chiunque in questo mondo vive secondo giustizia e fedeltà, è indicato che vive anche dopo morte: e vive una vita migliore perché in questa vita c’è occasione di peccato, in quella la sicurezza del regno; in questa c’è la morte, in quella l’immortalità del regno; in questa la calamità, in quella la felicità.
Se dunque al cospetto di Dio viviamo secondo giustizia e fedeltà, giustamente siamo chiamati figli della Chiesa, perché appunto la Chiesa è indicata come madre dei viventi. Se in questa vita ci comportiamo in modo infedele e iniquo, non meritiamo di essere chiamati figli della Chiesa.
E perciò in questa vita dobbiamo agire e comportarci in modo da poterci dire figli della Chiesa per meritare a buon diritto di regnare con la Chiesa nella gloria futura.

Cromazio di Aquileia, Sermone 33bis,5



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