Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Venerdì 23 marzo 2018
Ger 20, 10-13; Sal 17
Vangelo secondo Giovanni (10, 31-42)

Santo del Calendario di Oggi:
23 Marzo - San Turibio di Mongrovejo vescovo




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Preghiera Iniziale


O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
(Salmo 8)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».
Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Medita


Ci troviamo di fronte a un processo sommario. Le parole del gruppo degli interlocutori di Gesù sono accese e molti, raccolte le pietre, sono pronti a passare ai fatti, all'esecuzione di una condanna capitale che ponga fine allo scandalo di un improbabile maestro che li sfida continuamente dichiarando, anche in modo diretto, la propria natura divina.
Eppure Gesù, di fronte a questo, è calmo, sembra padroneggiare la situazione, e alle accuse dei Giudei oppone una sorprendente difesa, citando un salmo dall'interpretazione oscura: “Io ho detto: voi siete dèi”, in cui chi giudica, pur mortale, è posto sul piano di Dio, esercitando una prerogativa divina. E rivendica quindi per la sua missione un mandato divino e per sé un'intimità profonda col Padre-Dio, attestata anche dalle opere compiute.
Per gli accusatori è la conferma di una violazione insanabile della legge, meritevole della morte. Si tratterà solo di trovare l'occasione e le circostanze che permettano di eseguire la condanna. Per Gesù è la conferma della difficoltà di vedere accolto, senza violare la libertà di chi ha di fronte, un messaggio di speranza e di amore, l'annuncio di una vita diversa, di un “nuovo regno”.
Allontanatosi da Gerusalemme, il centro del potere politico e religioso, attraversato il Giordano, il Messia sconfitto non rinuncia a portare sollievo e salvezza a chi gli si avvicina senza schermi e pregiudizi. E proprio tra le persone che prima erano venute ad ascoltare Giovanni, e che forse ne avevano accolto il battesimo, molte trovano in Gesù il compimento di una ricerca, il senso della propria vita.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Non facciamo così anche noi? Senza porci troppi problemi preferiamo talora conservare quanto ci è stato dato e detto senza aggiungere inutili complicazioni. Gesù, che non è venuto a togliere un segno alla legge ma che—al contrario—vuole riportarla alla sua origine, ritornare alla sua pienezza, ci invita ad accogliere continuamente la sua volontà. (Paolo Curtaz)


Gesù, Unigenito del Padre,
pieno di grazia e di verità,
luce che illumina ogni uomo,
dona a chi ti cerca con cuore sincero
l'abbondanza della tua vita.
A te, Redentore dell'uomo, principio e fine del tempo e del cosmo,
al Padre, fonte inesauribile d'ogni bene,
allo Spirito Santo, sigillo dell'infinito amore,
ogni onore e gloria nei secoli eterni. Amen.
(Papa Giovanni Paolo II)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

Proclamiamo che Cristo è stato crocifisso per noi

La passione del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo è promessa di gloria e insegnamento di pazienza. Per conseguenza, non soltanto non dobbiamo vergognarci della morte del Signore Dio nostro, ma al contrario dobbiamo confidare totalmente in essa e in essa totalmente gloriarci. Invero, assumendo da noi la morte che trovò in noi, con massima fedeltà ha promesso di darci in lui quella vita che non possiamo avere da noi. Infatti lui che, senza peccato, tanto ci ha amati da soffrire per i peccatori quel che abbiamo meritato per il peccato, come non darà, lui che giustifica, quanto dà ai giusti?
Come non ci darà in cambio chi promette in verità, la ricompensa dei santi, lui che senza colpa ha sopportato il castigo dei criminali? Pertanto, o fratelli, confessiamo intrepidi e, anzi, proclamiamo che Cristo è stato crocifisso per noi. Affermiamolo non timorosi, ma gioiosi, non vergognandoci, ma vantandoci.

Agostino d’Ippona, Sermone 218/C, 1-2



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