Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Martedì 13 marzo 2018
Ez 47, 1-9.12; Sal 45
Vangelo secondo Giovanni (5, 1-16)

Santo del Calendario di Oggi:
13 Marzo - S. Rodrigo, Salomone e Eulogio martiri




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Preghiera Iniziale


Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia,
sazia di beni la tua vecchiaia,
si rinnova come aquila la tua giovinezza.
(Salmo 102)



Ascolta Vangelo


Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

Medita


La ricerca di guarigione non è un'esclusiva dell'uomo di oggi, che almeno, prima di scoprirsi impotente contro la malattia e la morte, ha a disposizione secoli di ricerca medica e un'attenzione verso la salute senza precedenti. A maggior ragione quindi in tempi in cui le risorse di cura sono minime, Gesù, maestro che annuncia la salvezza, è circondato da persone che chiedono guarigione. In questo caso è Gesù a prendere l'iniziativa e a interrogare un malato “storico”, frequentatore della piscina miracolosa, in attesa dell'ebollizione che preannuncia l'aumento di efficacia per l'acqua portatrice di salute.
La credenza popolare ha codificato anche il fatto miracoloso, ne ha “scientificamente” individuato i precursori e le modalità di fruizione. Ciò che condanna allora il malato da ben trentotto anni a giacere senza speranza è la sua incapacità di lottare per la prima posizione, e l'egoismo di chi—altrettanto malato—gli è vicino, in evidente conflitto di interesse. Possiamo forse immaginare, forzando il testo, che dopo trentotto anni il malato del racconto avesse trovato una sua posizione, un ruolo nel sito che rendeva accettabile la sua condizione di malato cronico.
La domanda di Gesù è semplice: «Vuoi guarire?». La risposta non è altrettanto diretta, ma Gesù la interpreta nell'unico modo che restituisce a chi ha di fronte la dignità che si prova nell'alzarsi, e pone termine ai suoi trentotto anni di prostrazione, costringendolo a iniziare una nuova esperienza, abbandonando—stando all'invito che gli rivolge incontrandolo, guarito, per la seconda volta—attitudini e comportamenti forieri del “peggio”. Il ritrovamento della salute e della dignità si accompagnano però—per i Giudei intorno—a una grande perplessità, che sopravanza ogni altra pietà e riflessione: quel giorno era un sabato, il giorno di Dio e dell'alleanza, in cui all'uomo non è permessa alcuna azione, se non di preghiera e di lode. Un bisogno profondo per il popolo ebraico, codificato anche oggi in norme dettagliate, che saremmo tentati di banalizzare, avendo la nostra società perduto il riferimento temporale della festa. Le motivazioni di Gesù sulla liceità di guarire nel giorno sabato segnano l'inizio di un nuovo insanabile conflitto.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Quest'uomo era malato non tanto dalla paralisi, ma dalla accidia, che è peggio di avere il cuore tiepido… Oggi il Signore a ognuno di noi dice: “Alzati, prendi la tua vita come sia, bella, brutta come sia, prendila e vai avanti. Non avere paura, vai avanti con la tua barella”… E se noi diciamo al Signore “Sì, voglio guarire. Sì, Signore, aiutami che voglio alzarmi”, sapremo com'è la gioia della salvezza. (Papa Francesco, 28 marzo 2017)

Vorrei mettermi al tuo servizio, ma non ne trovo la strada.
Vorrei compiere il bene, ma non ne trovo la via.
Vieni tu a me, o Gesù. Non ti amerò mai, se tu non mi aiuti!
Spezza le mie catene, se vuoi che io sia tuo!
(San Filippo Neri)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

Cristo cerca l’integrità dei nostri affetti

La pace del Cristo è per colui che crede Cristo autore della pace, la pace del Cristo è per colui che non ha in sé la guerra dei peccati, la pace del Cristo è per coloro che non si macchiano del sangue offerto agli idoli.
E giusto infatti che il Salvatore generato da una immacolata vergine venga accolto in un cuore non corrotto; e come Maria lo portò illibata, così la nostra anima lo custodisca immacolata.
Maria infatti era come il modello delle nostre anime. Poiché il Cristo, come cercò la verginità nella madre, così cerca l’integrità nei nostri affetti.
L’anima che è vergine di peccati concepisce e partorisce il Salvatore predicando, lo custodisce osservandone i comandamenti. Lo concepisce la fede, lo partorisce la confessione, lo custodisce la devozione.

Massimo di Torino, Sermone 61c,2



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