Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi


Lunedì 5 marzo 2018
2Re 5, 1-15a; Sal 41-42
Vangelo secondo Luca (4, 24-30)

Santo del Calendario di Oggi:
05 Marzo - San Foca




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Preghiera Iniziale


Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,
creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene.
Egli è fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri,
il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge lo straniero,
egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie degli empi.
(Salmo 146)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Medita


Gesù, la cui fama inizia a diffondersi in tutta la Galilea, ha appena turbato i suoi concittadini annunciando nella sinagoga il compimento della profezia di Isaia, sull'avvento per il popolo della salvezza. Proprio lui, il figlio del falegname conosciuto da tutti, ha l'ardire di ergersi a profeta, e forse a qualcosa di più.
Gesù, con amarezza, mette di fronte ai suoi ascoltatori gli effetti del muro impenetrabile del pregiudizio, che rende ciechi e ingabbia la realtà nel modello che, come singoli e come società, ce ne siamo fatti. L'aspettativa di vedere cose grandi, almeno come quelle che si dice siano state viste nella vicina Cafarnao, non nasce dal desiderio sincero di incontrare il Signore e neppure dal bisogno di essere ascoltati, sollevati, guariti. È una curiosità da soddisfare, la voglia di avere un selfie col personaggio famoso di turno.
La delusione per il rifiuto di Gesù di adattarsi a queste aspettative e per averne smascherato la radice egoista non suscita riflessione, ma dispetto e odio, che spingono a estromettere, a cacciare—letteralmente—e possibilmente fare fuori il figlio “di successo”, divenuto corpo estraneo nella città di Nazaret.
Dona speranza infine il fatto che il muro del pregiudizio non ferma Gesù, che lascia Nazaret mettendosi in cammino.
Per Riflettere e Preghiera Finale

Gesù incontra resistenza e ostilità. Ora un simile atteggiamento può essere riferito anche a noi oggi. C'è anche chi dice, come fecero nel Vangelo i compaesani di Nazareth: “Signore, facci vedere un miracolo e allora crederò. Voglio vedere un segno come intendo io”. E se tutto questo non avviene si è pronti a cacciarlo dalla vita… Ma l'intero Vangelo, che è pieno di meraviglie, prove, luci, conferme, non aderisce al desiderio di quanti “tentano Dio”. Egli si dona con discrezione e totalità se ci si affida con fiducia. (Papa Paolo VI, 21 marzo 1965)

Spirito di verità, che scruti la profondità di Dio,
memoria e profezia della Chiesa,
conduci l'umanità a riconoscere in Gesù di Nazareth
il Signore della gloria, il Salvatore del mondo,
il supremo compimento della storia.
(Giovanni Paolo II)

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

Norme di vita cristiana

Figlio mio, fuggi da ogni male e da tutto ciò che ne ha l’apparenza.

Non essere iracondo, perché l’ira conduce all’omicidio, non essere geloso, né litigioso, né violento, perché da tutte queste cose hanno origine gli omicidi.

Figlio mio, non abbandonarti alla concupiscenza, perché essa conduce alla fornicazione; non fare discorsi osceni e non essere immodesto negli sguardi, perché da tutte queste cose hanno origine gli adulteri.

Figlio mio, non essere bugiardo, perché la menzogna conduce al furto, né avido di ricchezza, né vanaglorioso, perché da tutte queste cose hanno origine i furti.

Figlio mio, non essere mormoratore, perché ciò conduce alla diffamazione; non essere insolente, né malevolo, perché da tutte queste cose hanno origine le diffamazioni.

Didachè 3,1-3.5-6



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