Ascolta e Medita Marzo 2018
Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Crocifissi da Parete e da Tavolo
di San Benedetto, di San Damiano e Tradizionali Produzione Artigianale Nazionale

Libreria Edizioni Paoline

La Via Crucis - Le 14 stazioni
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota......




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

Ascolta e Medita Marzo 2018 Questo mese è stato curato da: Michela e Roberto Roncella Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Giovedì 1 marzo 2018
Ger 17, 5-10; Sal 1
Vangelo secondo Luca (16, 19-31)
Tempo di quaresima
Salterio: seconda settimana

Santo del Calendario di Oggi:
01 Marzo - San David di Menevia (del Galles) Vescovo




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Preghiera Iniziale


Dio di bontà e di misericordia, che ci chiedi di collaborare alla tua opera di salvezza
manda numerosi e santi operai per la tua vigna,
perché alla tua Chiesa non manchino mai annunciatori coraggiosi del Vangelo,
sacerdoti che ti offrano anche con la vita il sacrificio dell'Eucarestia
e che quali segni splendenti di Cristo buon pastore, guidino il tuo popolo sulle strade della carità.
Manda il tuo Spirito Santo a rinfrancare il cuore dei giovani,
perché abbiano il coraggio di dirti Sì quando li chiami al servizio dei fratelli,
la perseveranza nel seguire Gesù anche sulla via della croce
e la gioia grande di essere nel mondo testimoni del tuo amore.
O Maria, Madre dei sacerdoti, dona a tutti i membri della Chiesa pisana
la tua stessa fedeltà per testimoniare a tutti
la gioia che nasce dall'incontro con Cristo che vive e regna nei secoli in eterno. Amen.
(Giovanni Paolo Benotto)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento”.
Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”.
Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Medita


“C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e bisso, banchettando splendidamente ogni giorno”. Di costui non si dice il nome, ma viene definito dal suo lusso e dal suo comportamento. Accanto al ricco mondano, alla sua porta, sta un altro uomo, “gettato” là come una cosa, coperto di piaghe. Non è neanche un mendicante che chiede cibo, ma è abbandonato davanti alla porta della casa del ricco. Nessuno lo guarda né si accorge di lui, ma solo dei cani randagi, passandogli accanto gli leccano le ferite. Questo povero ha fame e desidererebbe almeno ciò che i commensali lasciano cadere dalla tavola o buttano sul pavimento ai cani. La sua condizione è tra le più disperate che possano capitare a quanti sono nella sofferenza. Eppure Gesù dice che costui, a differenza del ricco, ha un nome: ‘El‘azar, Lazzaro, cioè “Dio viene in aiuto”, nome che esprime veramente chi è questo povero, un uomo sul quale riposa la promessa di liberazione da parte di Dio.
In ogni caso, sia il ricco sia il povero condividono la condizione umana, per cui per entrambi giunge l'ora della morte, che tutti accomuna. Un salmo sapienziale, già citato altre volte, presenta un significativo ritornello: “L'uomo nella prosperità non comprende”. Ecco infatti, puntualmente, una nuova situazione, in cui i destini dei due uomini sono ancora una volta divergenti, ma a parti invertite. Ciò che appariva sulla terra viene smentito, si mostra come realtà effimera, mentre ci sono realtà invisibili che sono eterne e che dopo la morte si impongono: il povero ora si trova nel seno di Abramo, dove stanno i giusti, il ricco negli inferi.

Per Riflettere e Preghiera Finale

Il ricco non accoglie la richiesta di Lazzaro. Sarà condannato pertanto non per le sue ricchezze, ma per essere stato incapace di sentire compassione per Lazzaro e di soccorrerlo. […] «Hanno Mosè e i profeti, ascoltino loro». Per convertirci, non dobbiamo aspettare eventi prodigiosi, ma aprire il cuore alla Parola di Dio, che ci chiama ad amare Dio e il prossimo. (Papa Francesco, udienza generale del 18 maggio 2016)

Offriamo in questa giornata la nostra preghiera e le nostre azioni al Signore
per tutte le vocazioni in difficoltà.
Perché tutti coloro che stanno vivendo un tempo di crisi e ripensamento

Padri della Chiesa - Brani scelti per il mese di Marzo

SII MISERICORDIOSO

O Signore Gesù Cristo,
Dio mio, sii misericordioso,
indulgente e benigno
e perdona a me,
peccatore e servo inutile e indegno,
gli errori, le offese e i peccati
che consapevolmente
o inconsapevolmente
ho commesso sia in parole o azioni o desideri
o pensieri e occupazioni,
e con tutti i miei sensi,
dalla mia giovinezza fino a questo giorno
e a questo istante.
Per l’intercessione di Maria,
che ti ha generato verginalmente,
tua madre santissima e sempre vergine,
mia unica e incrollabile speranza,
mia salvezza,
rendimi degno di prendere parte
senza timore di condanna
ai tuoi purissimi, immortali,
vivificanti e tremendi Misteri,
per ottenere la remissione dei peccati,
vita eterna, santificazione,
luce, forza, guarigione,
salute per l’anima e per il corpo.
Fa’ che essi cancellino
e distruggano completamente in me
pensieri cattivi, idee,
giudizi temerari e illusioni notturne
provocate dagli spiriti delle tenebre e del male.
Poiché tuo è il regno e la potenza e la gloria
e l’onore e l’adorazione,
col Padre e con lo Spirito Santo
ora e sempre per i secoli dei secoli.
Amen.

GIOVANNI CRISOSTOMO (da Iemn Enkeiridion, 67-68)



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