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MARTEDÌ 23
Marzo 2010
Vangelo secondo Giovanni (8,21-30) |
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Ascolta
"Di nuovo disse loro: "Io vado e voi mi
cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove
vado io, voi non potete venire". Dicevano
allora i Giudei: "Vuole forse uccidersi, dal
momento che dice: "Dove vado io, voi non
potete venire"?". E diceva loro: "Voi
siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete
di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi
ho detto che morirete nei vostri peccati; se
infatti non credete che Io Sono, morirete nei
vostri peccati".
Gli dissero allora: "Tu, chi sei?".
Gesù disse loro: "Proprio ciò che io vi
dico. Molte cose ho da dire di voi, e da
giudicare; ma colui che mi ha mandato è
veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico
al mondo". Non capirono che egli parlava
loro del Padre.
Disse allora Gesù: "Quando avrete innalzato
il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io
Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma
parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi
ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo,
perché faccio sempre le cose che gli sono
gradite". A queste sue parole, molti
cedettero in lui".
Gli dissero allora: "Dov'è tuo padre?".
Rispose Gesù: "Voi non conoscete né me né
il Padre mio; se conosceste me, conoscereste
anche il Padre mio". Gesù pronunciò queste
parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel
tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era
ancora venuta la sua ora.
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Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Massimo Salani
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Medita
Il tentativo di Gesù di far percepire
agli ascoltatori la natura della sua relazione
con il Padre, porta Giovanni, in questa pericope,
a condensare molte verità e anticipazioni.
Il contesto generale è sempre l'incomprensione
di molti giudei e di tutti coloro che fermi nelle
proprie convinzioni, solo umane, non si sforzano
di intraprendere un cammino di conversione. Il
fraintendimento è totale: addirittura immaginano
che il Nazareno tenti il suicidio: lui, il datore
della vita!
Gesù coglie questo pretesto per ribadire la sua
relazione con il Padre. E lo fa con le parole,
probabilmente, più scandalose alle orecchie dei
giudei. Non sono le espressioni io sono di lassù
oppure io non sono di questo mondo che turbano,
nel senso che ormai sono abituati ad affermazioni
che non condividevano ma che già conoscevano.
Nel brano di oggi, il Salvatore parla di sé
stesso affermando che Io Sono ripetuto due volte.
I giudei sapevano bene che l'espressione
richiamava l'Antico Testamento quando Mosè
chiedendo a Dio il suo nome si sentì rispondere
Io Sono.
Gesù è Dio: ecco il motivo dello scandalo vero
e ultimo; ecco il criterio che segna la
differenza trai suoi amici e i suoi avversari. Un'incapacità
di comprendere la divinità del Figlio dell'uomo
che pone in difficoltà anche i discepoli quando,
anche se non era la prima volta, anticipa la
prossimo morte in croce, quando avrete innalzato,
preludio della risurrezione.
Nella settimana santa, ormai imminente,
procedendo nel nostro cammino di conversione, la
Parola di Dio ci chiede una presa di posizione
davanti all'affermazione di Gesù se infatti non
credete che Io Sono morirete nei vostri peccati.
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Per
Riflettere |

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