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MERCOLEDÌ 10
Marzo 2010
Vangelo secondo Matteo (5,17-19) |
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Ascolta
"Non crediate che io
sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non
sono venuto ad abolire, ma a dare compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati
il cielo e la terra, non passerà un solo iota o
un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi
precetti e insegnerà agli altri a fare
altrettanto, sarà considerato minimo nel regno
dei cieli. Chi invece li osserverà e li
insegnerà, sarà considerato grande nel regno
dei cieli".
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Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Massimo Salani
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Medita
La mancata comprensione dell'insegnamento
che il Nazareno proponeva era spesso accompagnata
da una incredulità di fondo e, probabilmente,
dalla convinzione che Gesù diffondesse una
dottrina del tutto diversa da quella seguita
dagli ebrei.
Matteo in questa pericope ci invita a porci in
una prospettiva nuova. Non si tratta di ripudiare
quanto precedette la venuta del Figlio dell'uomo.
Questi, invece, ci consegna la chiave di lettura
per capire l'insieme dei libri che possiamo
leggere nell'Antico Testamento, prefigurazione di
quelli del Nuovo.
Nessuna abolizione ma compimento. Come dire che
già erano dati gli strumenti, Legge e Profeti,
per intuire il dipanarsi del piano salvifico di
Dio nella storia dell'uomo.
Lo troveremo nella pericope di venerdì: il
comandamento dell'amore era già ben presente
prima dell'annuncio del vangelo che troviamo nel
Nuovo Testamento.
Gesù, in prima persona, lo vive e chiede a tutti
noi di imitarlo ponendoci alla sua sequela.
Cosa significa amare? Il Salvatore ha spiegato e
ha completato il comandamento dell'amore: deve
essere rivolto verso tutti, in modo
disinteressato, sempre e comunque.
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Per
Riflettere |

Crocefisso di
San Damiano in Argento
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Nella Parola di Dio troviamo Lui che ci parla. Se
lo vogliamo ascoltare: Allora venne il Signore,
si pose accanto e chiamò come le altre volte:
Samuele, Samuele!
Samuele rispose: Parla, perché il tuo servo ti
ascolta (1 Sam 3, 10)
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