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MERCOLEDÌ 3
Marzo 2010
Vangelo secondo Matteo (20,17-28) |
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Ascolta
Mentre saliva a
Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici
discepoli e lungo il cammino disse loro: "Ecco,
noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo
sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli
scribi; lo condanneranno a morte e lo
consegneranno ai pagani perché venga deriso e
flagellato e crocifisso, e il terzo giorno
risorgerà".
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di
Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per
chiedergli qualcosa. Egli le disse: "Che
cosa vuoi?". Gli rispose: "Dì che
questi miei due figli siedano uno alla tua destra
e uno alla tua sinistra nel tuo regno".
Rispose Gesù: "Voi non sapete quello che
chiedete. Potete bere il calice che io sta per
bere?". Gli dicono: "Lo possiamo".
Ed egli disse loro: "Il mio calice, lo
berrete; però sedere alla mia destra e alla mia
sinistra non sta a me concederlo: è per coloro
per i quali il Padre mio lo ha preparato".
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Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Massimo Salani
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Medita
Mentre Gesù annuncia ancora una volta
ai suoi amici come si svolgeranno i fatti a
Gerusalemme, Matteo ci consegna in questo brano l'incapacità
umana di capire, fino in fondo, il mistero di
Gesù Cristo che nasce, muore e risorge.
È paradossale: il Nazareno conferma, lo aveva
già fatto, che morirà per l'uomo, si
sacrificherà a causa del peccato del genere
umano, dispiegando sempre più la portata immensa
del suo agire che è amore. Noi come rispondiamo
posti di fronte a questa inaudita rivelazione?
Con un atteggiamento tutto umano, una madre cerca
di collocare i suoi figli nel futuro regno! Cerca
un posto di prestigio e di potere per Giacomo e
Giovanni. Notiamo che non è l'iniziativa solo di
una madre preoccupata del futuro dei figli. Anche
loro, infatti, due tra i discepoli più
rappresentativi, partecipano, condividendola
quindi, alla richiesta di spartizione di potere.
Matteo registra, così, un rifiuto totale, una
incomprensione completa del messaggio di Gesù.
Il Figlio dell'uomo non è venuto per farsi
servire, ma per servire: come il Figlio nei
nostri confronti, così noi verso i fratelli e
verso Dio. Questa è la legge che governa il
Regno di Dio, una legislazione molto diversa e
lontana da quella degli uomini. Ma è alla sua e
non a quella degli umana che il Salvatore ci
invita al rispetto e alla fedeltà.
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Per
Riflettere |

Crocefisso di
San Damiano in Argento
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Chiamati da Dio a rispondere ad una specifica
chiamata, sostiamo per cogliere se e come è
necessaria una revisione della nostra vita.
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