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LUNEDÌ 1 Marzo
2010
Vangelo secondo Luca (6,36-38) |
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Ascolta
Siate misericordiosi, come
il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non
condannate e non sarete condannati; perdonate e
sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata,
colma e traboccante vi sarà versata nel grembo,
perché con la misura con la quale misurate,
sarà misurato a voi in cambio.
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Il mese di Febbraio è stato
interamente curato da: Massimo Salani
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Medita
Il mese di marzo si apre con un brano di
Luca che segue due famose pericopi: le
Beatitudini e la necessità di amare i nemici.
Il tema dei nostri versetti, la misericordia,
continua ed esplicita l'insegnamento del Nazareno
volto a costruire un nuovo stile di vita che
caratterizza la prassi del cristiano nel mondo.
Luca non specifica i destinatari del nostro agire:
nessuno deve essere escluso dall'orizzonte della
misericordia. Questa è la grande novità
introdotta dal Salvatore.
È facile, forse, cadere nell'equivoco che una
simile prassi debba imporsi in un'ottica di
reciprocità: se io mi comporto in un certo modo
nei confronti degli altri, mi aspetto che gli
altri (e Dio) mi ricompenseranno. Una simile
prospettiva parrebbe trovare conferma nella
petizione del Padre nostro: "rimetti a noi i
nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai
nostri debitori".
In realtà per accedere al Regno di Dio dobbiamo
guardare ed imitare la vita di Gesù. Siamo
chiamati all'esercizio della misericordia non
sulla base di criteri umani, quanto sulla misura
dell'amore che Dio ha manifestato per noi: ci ha
consegnato l'Emmanuele, il Figlio che morirà per
la nostra salvezza.
Quel "come il Padre vostro" riferito
all'amore di Dio per noi, un amore che non si
sottrarrà nemmeno di fronte alla croce, è la
misura vera che deve guidare le nostre azioni
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Per
Riflettere |

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Croce di S.
Benedetto |
Mi confesso a te, Salvatore: ho peccato contro di
te smisuratamente: ma perdona, rimetti i miei
peccati perché sei misericordioso. O Dio uno e
trino, salvaci dall'errore, dalle tentazioni,
dalle difficoltà (Andrea di Creta, Grande canone
Terza Ode, 15-18)
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