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GIOVEDÌ
27 Maggio 2010
Vangelo secondo Marco (9,41-50)
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Il
mese di MAGGIO è stato interamente curato da:
Luigi Cioni |
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Ascolta
Chiunque vi darà da bere
un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete
di Cristo, vi dico in verità che non perderà la
sua ricompensa.
Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono,
è meglio per lui che gli si metta una macina da
asino al collo e venga gettato nel mare.
Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è
meglio per te entrare nella vita monco, che con
due mani andare nella Geenna, nel fuoco
inestinguibile.
Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è
meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser
gettato con due piedi nella Geenna.
Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è
meglio per te entrare nel regno di Dio con un
occhio solo, che essere gettato con due occhi
nella Geenna, dove il loro verme non muore e il
fuoco non si estingue.
Perché ciascuno sarà salato con il fuoco.
Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza
sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in
voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri".
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Benedetto |
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Medita
Questo brano che è complessivamente
chiaro e che è ormai entrato nella nostra mente
per le sue immagini forti e provocatorie,
presenta però alcuni problemi di interpretazione.
Che cosa è la Geenna? Una troppo facile
identificazione con il luogo detto da noi
cristiani"inferno" rischia di farci
perdere il senso della metafora. La Geenna era la
valle che sotto il Monte Sion costeggiava le mura
di Gerusalemme e, dal tempo del Re Giosia, quindi
anche negli anni di Gesù, proprio perché luogo
di culti idolatrici, era stata adibita ad
immondezzaio. La metafora di Gesù diventa così
chiara: occorre evitare di essere gettati nell'immondizia,
aggiungendo alla condanna anche un senso di
disprezzo. La frase conclusiva del brano sul sale
che perde il sapore è anch'essa complessa. Che
cosa significa "avere sale in se stessi"?
Vivere a contatto con gli altri vivificandoli?
Oppure è il messaggio di Gesù che rende sapidi
i discepoli stessi? Oppure solo un simbolo di
pace, come sembra suggerire il finale della frase?
Essere sale della terra; questa è l'interpretazione
che gli altri sinottici, e la chiesa poi, hanno
dato della esortazione di Gesù. Essere capaci
cioè di vivificare l'ambiente che ci circonda,
essere capaci di donare sapore alla vita e alla
cultura che ci è attorno. E tutto questo solo
mantenendo il sapore, la sapidità che solo il
Signore può darci! Da varie strade torniamo allo
stesso punto: la vite e i tralci, il sapore del
sale, essere una sola cosa; tutto ci porta alla
stessa conclusione: senza il Signore non possiamo
far nulla!
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Quante volte guardiamo al mondo che ci circonda
con atteggiamento di ricerca e simpatia, invece
che giudizio e disprezzo?
Ogni giorno con
i Padri della Chiesa
Ogni Giorno Una
Preghiera
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