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Novena allo SPIRITO SANTO NOVENA ALLO SPIRITO SANTO Da pregare per nove giorni consecutivi qualsiasi volta si voglia dar lode, ringraziare o chiedere una grazia.




VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero - Livorno

L'uomo in Preghiera - Catechesi di Benedetto XVI
in cammino nella“Scuola della preghiera” - “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11,1)

Ascolta e Medita Giugno 2017- Questo mese è stato curato da: Caterina Guidi Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi

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Venerdì 9 giugno 2017
Vangelo secondo Marco (12, 35-37)
Tb 11, 5-17; Sal 145


Preghiera Iniziale


Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi».
Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici!
A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora,
come rugiada, io ti ho generato.
(Salmo 109)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”. Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.


“Non si può respirare come cristiani, direi di più, come cattolici, con un solo polmone; bisogna aver due polmoni, cioè quello orientale e quello occidentale” (Giovanni Paolo II, Allocutio Lutetiae Parisiorum ad Christianos fratres a Sede Apostolica seiunctos habita, 31 maggio 1980: AAS 72 [1980] 704).
LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Alla luce della Parola (come leggere la Bibbia) Matta el Meskin (Matteo il Povero)

Medita


Oggi la liturgia propone un brano del Vangelo di Marco poco conosciuto e anche un po' difficile da calare nella nostra quotidianità. Gesù insegna nel Tempio; in questo Vangelo l'uditorio non ha un'identità specifica, si parla solo di una folla che “lo ascolta volentieri”. Da questa frase scarna, appena percettibile in conclusione del brano, capiamo che Gesù è un maestro che sa affascinare chi lo ascolta; è preparato e probabilmente sa anche come catturare l'attenzione. Negli altri vangeli sinottici l'uditorio è composto di farisei e scribi; insomma, compaiono di nuovo i saggi e l'élite culturale che abbiamo visto nei giorni passati e ritorna il tema della Legge, della Sapienza, della conoscenza delle Scritture e di una loro nuova interpretazione in Gesù. Le poche righe del Vangelo di oggi segnano in realtà un passaggio fondamentale nel racconto di Marco: fino ad ora Gesù ha risposto a domande su domande, fatte anche per provocarlo, e le risposte erano tutte indirizzate all'annuncio di qualcosa di nuovo. Fino ad ora Gesù ha “demolito”: ha demolito la vecchia concezione della Legge e delle Scritture; ha demolito il vecchio senso religioso, con le sue ipocrisie e i suoi tecnicismi. Ora è il momento di costruire e di mostrare la via di Salvezza su cui il Maestro vuole accompagnarci. È di certo una via scomoda, inattesa e diversa da come se la aspettavano gli intellettuali del tempo, tutti presi a tratteggiare un Messia che ha ben poco a che vedere con il falegname di Nazareth. Gesù sembra collocarsi nel solco di una tradizione diversa dall'Antico Testamento, ma solo in apparenza; e la Salvezza che egli porta, come si vede bene dal seguito del Vangelo di Marco, è la stessa Salvezza in cui credeva Davide; solo che passa—inaspettatamente per gli scribi e i farisei—dall'esaltazione dei piccoli e dal riconoscimento di Gesù come Figlio di Dio.




Per Riflettere

È difficile questo mio Dio fragile, per chi pensa di trionfare soltanto vincendo, per chi si difende soltanto uccidendo, per chi salvezza vuol dire sforzo e non regalo, per chi considera peccato quello che è umano, per chi il santo è uguale allo stoico e Cristo a un angelo. È difficile il mio Dio fragile per quelli che continuano a sognare un Dio che non somigli agli uomini. (Juan Arias)


Non sei lontano, Signore, ma qui, accanto a me, dentro di me.
Sei qui per illuminarmi, per perdonarmi,
per dare un orientamento al mio cammino,
per non abbandonarmi nella solitudine quotidiana.
Sia allora la tua parola, Signore, la luce del mio mattino,
la strada della mia fatica, il motivo del mio impegno,
l'arco della mia speranza, la prospettiva del mio amore,
il riposo della mia stanchezza, il porto del mio rifugio,
la casa della mia salvezza. Non sei lontano, Signore, tu sei qui con me!
(Don Averardo Dini)






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